Germania, crisi a Berlino tra Merkel e Seehofer

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 giugno 2018 6:30 | Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2018 23:06
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Germania, crisi a Berlino tra Merkel e Seehofer

ROMA – “A un certo punto, vorrei trovare il momento giusto per lasciare la politica. È più difficile di quanto immaginassi, ma quando uscirò di scena non voglio essere un rottame”: è quanto sosteneva Angela Merkel nel 1999. Il 1999 fu l’anno in cui iniziò l’ascesa della Merkel all’interno del CDU, insieme a una ristrutturazione quasi rivoluzionaria del partito. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Negli anni successivi, la Merkel ha respinto così tante posizioni tradizionali del CDU che sarebbe più corretto parlare di una rifondazione del partito e non di un processo di modernizzazione. Da allora, molti conservatori hanno avuto difficoltà a riconoscere il loro vecchio partito e al contempo, anno dopo anno, il disagio all’interno del CSU rispetto al CDU ha continuato a crescere.

Dall’autunno 2015, quando quasi un milione di migranti sono entrati in Germania a seguito delle politiche liberali della Merkel sui rifugiati, il disagio si è trasformato in aperto rifiuto, commenta Spiegel online. Il CSU attualmente ne ha abbastanza, vorrebbero vedere la fine immediata dell’era Merkel e per raggiungere questo obiettivo, sono pronti a sacrificare la partnership decennale tra i due partiti conservatori. All’interno del CSU, le discussioni sono caratterizzate da rabbia e astio e il leader del partito Horst Seehofer sta minacciando di sfidare il potere della Cancelliera così da definire le linee guida politiche.

Il caos di questi giorni nel panorama politico tedesco, scrive Spiegel online, deriva da uno dei 63 articoli del cosiddetto “piano generale” di Seehofer sulla riforma della politica dei rifugiati: la richiesta è di respingere alla frontiera tedesca chi ha già presentato domanda d’asilo o è stato registrato come rifugiato in un altro Stato membro dell’Unione europea. Per un po’ di tempo, lo stesso CSU sembrava incerto su chi volesse respingere al confine, ma la cosa principale era assumere una linea dura.

La Merkel considera questa linea politica come un’iniziativa unilaterale tedesca e vorrebbe evitarla: insiste sul fatto che deve esserci una “soluzione europea”, intendendo una riforma della politica migratoria dell’UE negoziata con tutti i partner europei della Germania. Ironia della sorte, è proprio il partito gemello della Merkel che ha innescato la crisi politica più significativa nel suo mandato, di quasi 13 anni, come Cancelliere. Non è ancora chiaro come andrà a finire, ma a Berlino le voci sull’uscita di scena della Merkel sono ormai diventate una costante.

Secondo un sondaggio commissionato da Der Spiegel, la maggioranza dei cittadini tedeschi ritiene che CDU e CSU dovrebbero dividersi. Ma se ciò dovesse accadere, e ci sono molte indicazioni, potrebbe non essere soltanto la fine del mandato della Merkel. Sarebbe anche la fine di un sistema di partiti che negli ultimi 70 anni ha plasmato la Germania e garantito un buon grado di stabilità, in particolare rispetto ai paesi vicini alla nazione. E segnerà l’inizio di una crisi di governo: non sembra realistico aspettarsi che CDU e SPD rimarranno al potere come governo di minoranza o che faranno salire a bordo i Verdi per sostituire il CSU.

Angela Merkel ha ancora una settimana per evitare la rottura. Spera di poter presentare la sua “soluzione europea” al problema dei rifugiati entro il 1 luglio; Il CSU ha deciso di concedere una tregua, anche se all’interno del partito alcuni erano contrari.

La settimana scorsa girava la voce, tra le persone vicine alla Merkel, che il parlamentare CDU, Christian von Stetten del Baden-Württemberg, stesse radunando un gruppo di parlamentari del partito, critici nei confronti della leadership della Merkel in vista della sua uscita. Stetten ha negato ma l’episodio mostra che il team della Cancelliera è talmente agitato da credere che tutto ormai sia possibile.

La Merkel, martedì scorso, si è resa conto che un altro compromesso era difficile. Ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron appena fuori Berlino e discusso a lungo sulla riforma dell’Eurozona e le divergenze sono improvvisamente svanite. Macron ha ricevuto il budget dell’Eurozona che chiedeva da tempo e la Merkel ha ricevuto la garanzia che la Francia aiuterà la Germania sulla questione dei rifugiati.