Germania. Cocaina ed eroina? A sinistra le vogliono libere

Pubblicato il 30 ottobre 2011 1:30 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2011 18:55

ERFURT– Il partito di sinistra tedesco “Die Linke” vorrebbe legalizzare il consumo di tutte le droghe, cocaina ed eroina comprese.

Come riporta il giornale tedesco Spiegel,  la “Die Linke”, durante il congresso tenutosi ad Erfurt dal 21 al 23 ottobre, ha inserito nel suo programma la legalizzazione nel lungo periodo di tutte le droghe, anche di quelle considerate “pesanti” dagli esperti a causa del loro alto potenziale di dipendenza e degli effetti spesso devastanti sulla salute mentale e fisica delle persone che ne fanno uso.

Per il partito di sinistra la legalizzazione di tutte le droghe sarebbe  l’unica via possibile per potere realizzare una politica umana e razionale sulla droga, basata piuttosto sulla prevenzione e sulla informazione invece che sulla persecuzione dei tossicodipendenti, persone da considerare come malati e non come criminali.

Questo punto del programma è stato approvato con 211 voti a favore, 173 contrari e 29 astenuti ed ha così rovesciato il progetto dell’esecutivo che nella bozza di proposta parlava di rendere legale il consumo delle sole droghe cosiddette “leggere” come ad esempio l’hascisc.

Altro punto, tra gli altri, che è stato discusso, la ricostruzione di quella che secondo loro è la società neocapitalista: ciò al fine di ottenere maggiore giustizia sociale.

Ci sarebbero state controversie sulla posizione del partito in merito all’impiego dell’esercito tedesco all’estero ed in merito all’adesione della Germania alla NATO: alcune correnti del partito vorrebbero che si decidesse di volta in volta se impiegare o meno i militari nelle missioni delle Nazioni Unite, altre sarebbero sempre contrarie.

L’intero programma che, come afferma il giornale tedesco Bild, sarebbe il primo da quando il partito esiste – finora “Die Linke” si sarebbe basata solo su capisaldi programmatici – è stato approvato con 503 voti a favore, 4 contrari e 12 astenuti, cioè con una maggioranza del 96,9 per cento.