Germania. Karamba Diaby, tedesco e nero dal Senegal in corsa per il Bundestag

di Francesca Cavaliere
Pubblicato il 18 Giugno 2013 5:38 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2013 9:10

Karamba Diaby potrebbe essere il primo nero seduto nel Parlamento della Germania. Nelle primarie statali di febbraio della Spd, il partito socialdemocratico tedesco, si è piazzato terzo nella circoscrizione elettorale 72 che comprende la città di Halle (Saale), una cittadina di 232.323 abitanti della Germania orientale, e i comuni di Kabelsketal, Landsberg e Petersberg: una posizione ambita nella lista parlamentare del partito per le elezioni nazionali che si terranno a settembre.

Il suo sito internet è tradotto in francese, inglese, arabo e russo e usa facebook per rendere note, quasi in tempo reale, le sue attività ed iniziative pubbliche.

Secondo gli analisti, Karamba Diaby, che per le prossime elezioni nazionali sembra voler dare il suo appoggio al candidato cancelliere Peer Steinbrück, ha ottime possibilità di rappresentare la popolazione di Saxon-Anhalt nel Bundestag e di entrare al Parlamento tedesco se lui e i socialdemocratici saranno capaci di difendere i tre seggi che quattro anni fa hanno vinto nella circoscrizione 72.

Quando Karamba Diaby è arrivato in Germania come studente senegalese conosceva solo due cose della Germania: Bundesliga e Bmw, la lega professionistica di calcio e la casa automobilistica.

Era l’ottobre del 1985, la Germania era ancora divisa e lui era sbarcato nella Germania Est, dove i suoi compagni disapprovavano entrambe le cose, considerate due istituzioni capitalistiche della Germania occidentale.

Il quotidiano statunitense International Herald Tribune riporta in proposito le parole di Diaby:

“A Est non piaceva troppo sentir parlare di certe cose. Mi è stato detto: noi qui non diciamo Bmw, diciamo Trabi – il soprannome per la traballante ma onnipresente automobile della Germania dell’ Est, la Trabant”.

Il cibo insipido e grasso della Germania Est era ben lontano dalla cucina piccante del suo natio Senegal, dove sua sorella cucinava il suo piatto preferito, il thiebou dien, una preparazione simile alla paella, fatto con gombo fritto (un ortaggio originario dell’Africa tropicale noto anche come okra o ocra), patate e pesce.

Ma riuscì a cavarsela tra la caduta del muro di Berlino e la riunificazione della Germania facendosi una casa nella regione Saxon-Anhalt e diventando cittadino tedesco nel 2001 (secondo lo Spiegel già nel 1991).

Intorno ad Halle, un tempo centro nevralgico dell’industria chimica della ex Repubblica Democratica, Diaby è rinomato per la sua personalità estroversa, priva dei segni della riserva teutonica, e per la sua verbosità. La sua risata forte e schioccante è immediatamente riconoscibile, e il suo accento mescola il dialetto regionale alle sue radici africane francofone.

Alla gente piace scherzare sul fatto che Diaby ha bisogno di cinque volte di più per arrivare da qualsiasi parte perché si ferma a parlare con tutti quelli che incontra per strada, come ha fatto anche al festival all’aperto del May Day di Halle, la festa di primavera di tradizione nordeuropea celebrata il 1° maggio in tutta la Germania. Vestito con una lunga giacca marrone che ha tenuto abbottonata, un garofano rosso appuntato sul bavero, ha chiacchierato con gli elettori per tutto il tempo, in una mano un Muffin al cioccolato che è rimasto mezzo mangiato per ore perché lui era troppo occupato a stringere mani e a salutare la gente

“Non è stato facile per lui, all’inizio, le persone non erano abituate a qualcuno con un diverso colore della pelle”,

ha raccontato Klaus Magyar, pensionato di Halle ed ex direttore ospedaliero che ha parlato con Diaby durante il May Day.

A conferma di ciò il fatto che la Germania ci ha messo tanto tempo a dare il voto ad un nero per il Parlamento, forse espressione del rapporto distaccato che il Paese ha con le sue minoranze.

L’ex Germania dell’Est, dove il Partito nazionale democratico di estrema destra ha posti in due assemblee legislative statali mentre nessuno nella ex Germania Ovest, fatica ancora a scrollarsi di dosso la sua reputazione di terreno fertile per l’estremismo di destra.

Nel 2011, un giornale ultraconservatore raccontava una storia secondo cui Karamba Diaby, mentre era a capo del Consiglio federale di Germania per la migrazione e l’integrazione, aveva formulato richieste a carattere unilaterali per leggi più severe contro l’incitamento all’odio.

Sebbene la relazione fosse inesatta, le conseguenza furono che sui forum di internet iniziarono a circolare immagini di lui vestito con il tradizionale grand boubou (una delle denominazioni del kaftano senegalese, un abito con ampie e fluenti maniche indossato dagli uomini in gran parte dell’Africa occidentale) accompagnate dalle parole “il dittatore nero” , inoltre gli arrivarono centinaia di mail rabbiose e due minacce di morte, di cui una per telefono.

Il più giovane di quattro fratelli, Karamba Diaby ha perso entrambi i genitori all’età di 7 anni, perciò furono sua sorella, più vecchia di lui di 17 anni, e il marito della sorella a prendersi cura di lui. E’ cresciuto a Marsassoum, una piccola città nel sud-ovest del Senegal, dove i bambini giocavano a calcio su strade sterrate dove molti dei 5000 abitanti della città si sostentavano con l’allevamento del bestiame o con le coltivazioni di arachidi e mais.

Nel 1982, nel periodo in cui Daiby andava all’Università nella capitale Dakar, gli studenti universitari facevano pressione a che molti istituti fossero intitolati a quei personaggi senegalesi di spicco che avevano combattuto per l’indipendenza dalla Francia, ottenuta completamente nel 1960.

“Noi eravamo quelli che cercavano sempre qualcosa che ci emancipasse”,

ha detto Diaby di se stesso e dei suoi amici universitari durante un’intervista dopo il raduno del May Day.

E fu proprio il suo impegno politico a Dakar nei primi anni ’80 a metterlo in contatto con un’ organizzazione studentesca di estrema sinistra di Praga che incoraggiava i giovani di tutto il mondo a studiare dietro la cortina di ferro.

Diaby si candidò per una borsa di studio e la sua candidatura fu accettata. Infatti un giorno del 1985 ricevette un telegramma che recitava:

“Karama Diaby. Accettato. University. Stop, Registrati. Herder Institute, Lipsia. 2 ottobre. Stop”.

Dopo avere studiato tedesco a Lipsia per nove mesi, Diaby fu destinato a un meno prestigioso istituto tecnico, mentre gli altri studenti, i quali erano tutti provenienti da paesi socialisti, furono mandati in una vicina università .

“Questo è ingiusto!”

Lamentò Diaby con gli amministratori.

“Nel socialismo non ci sono cose come l’ingiustizia. Dovrete chiamare la cosa in un altro modo”,

fu la risposta alle sue proteste.

Karamba Diaby è arrivato a Halle il 6 luglio del 1986 per studiare chimica all’università del luogo, ma è rimasto impegnato nella politica studentesca come capo del Comitato Internazionale dello Studente.

Germania. Karamba Diaby, tedesco e nero dal Senegal in corsa per il Bundestag

Karamba Diaby con le sue elettrici tedesche

La caduta del muro di Berlino nel 1989, e con essa il crollo delle certezza della vita dietro la cortina di ferro, fu la causa di una diffusa insicurezza: con così tante persone improvvisamente senza lavoro Diaby non era nemmeno sicuro di poter terminare i suoi studi, ma trovò una via d’uscita per il suo dottorato, una che combinava la chimica con l’avvocatura.

Un investitore immobiliare dell’ovest voleva radere al suolo i piccoli giardini privati ​​ai margini della città e sviluppare la proprietà sostenendo che i giardini erano inquinati e il terreno troppo tossico per l’agricoltura. Karamba Diaby prelevò campioni di sporcizia e di acque sotterranee, li portò al suo laboratorio e fece le analisi chimiche della terra, dell’acqua e dell’aria, mentre i suoi vicini rimasti senza lavoro si occupavano di curare i loro piccoli appezzamenti verdi ai margini della città.

In quegli spazi verdi puliti ha incontrato guardiani e ingegneri, guardie di sicurezza e professori universitari. “ È stato allora che mi sono calato maggiormente nella loro società, nelle loro condizioni”, ha detto Diaby.

Il lavoro di Diaby aiutò a confutare le affermazioni secondo le quali i giardini erano contaminati e perciò piani dell’investitore immobiliare saltarono. La gente ricorda ancora ricorda come il giovane chimico dal Senegal cercò di proteggere una delle poche cose che erano sopravvissute al turbolento periodo di transizione.

Da quel momento il suo cammino si rivolse maggiormente all’attivismo e alla politica e lo allontanò dalla scienza, infatti Diaby attualmente lavora nel Ministero statale del Lavoro ed è membro del Consiglio della città di Halle.

Anche se le sue probabilità di successo sono, secondo le stime, molto elevate, Diaby non sembra dare le cose per scontate, forse per questo il giorno del May Day si è preoccupato sia di stare tra chi lo conosceva già che di presentarsi agli sconosciuti.

“Non solo gli elettori di Halle, ma tutta la Germania, in particolare la comunità africana, mi stanno guardando. Queste persone si chiederanno, lui è qui solo per farsi fare una foto oppure ha veramente qualcosa da dire?”,

è stato il suo commento.