Germania, Spd dice sì alla grande coalizione con Angela Merkel

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 gennaio 2018 17:49 | Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2018 17:49
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Germania, Spd dice sì alla grande coalizione con Angela Merkel (Foto Ansa)

BERLINO – Nonostante i timori, l’Spd ha detto sì alla grande coalizione con l’Udc di Angela Merkel. Il congresso dei socialdemocratici tedeschi del partito socialdemocratico tedesco riunito a Bonn ha votato a favore della grande coalizione con l’Unione della cancelliera per il governo in Germania. A favore della mozione sostenuta dal leader Martin Schulz hanno votato 362 delegati, 279 i contrari.

Schulz ha vinto, ma la sua linea all’interno del partito socialdemocratico tedesco non ha sfondato, tanto da aver reso necessaria la conta dei voti. Rispetto ai 642 delegati presenti al congresso dell’Spd, per il sì al governo con Angela Merkel si è pronunciato il 56,4%. Un risultato che rende i contrari alla grande coalizione una “minoranza qualificata”, secondo i primi commenti di chi ha sostenuto la linea del ‘no’.

“Dobbiamo essere nani oggi per essere di nuovo giganti domani”: aveva detto il leader dei giovani dei socialdemocratici dello Juso, Kevin Kuhnert, parlando al congresso della Spd a Bonn. “I temi comuni con l’Unione sono stati esauriti”, aveva aggiunto, esortando l’assemblea del congresso di partito a votare contro la Grosse Koalition con Angela Merkel.

PLAUDE L’UE – Immediate le reazioni positive dall’Unione europea. “Un’ottima notizia per un’Europa più unita, forte e democratica!”. E’ il tweet del capo di gabinetto del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il tedesco Martin Selmayr, molto vicino alla cancelliera Angela Merkel, dopo il via libera del congresso della Spd alle trattative per formare un governo di grande coalizione in Germania.

Plaude al risultato anche il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, che twitta: “Passa a maggioranza la proposta di Martin Schulz per concludere un accordo di grande coalizione. Un passo avanti per il futuro dell’Europa”.