Germania “sprecona”, butta 1,5 mld tra fabbriche inutili e Fisco inefficiente

Pubblicato il 15 Novembre 2012 13:13 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2012 13:13
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La via tedesca agli sprechi. La Corte dei Conti denuncia: lo Stato ha gettato al vento 1,5 miliardi

BERLINO – La Germania spreca 1,5 miliardi di euro a causa di spese pazze e ingiustificate e per l’inefficienza della sua macchina fiscale. Lo mette nero su bianco la Corte dei Conti tedesca che passa in rassegna un sorprendente repertorio di efferatezze contabili. Nel messaggio annuale la reprimenda dei magistrati sollecita un governo più virtuoso e una spending review che ponga fine agli sprechi. Sembra un film di fanta-economia, o la proiezione delle cattive coscienze mediterranee, ma è tutto vero. E’ vero che la Corte dei Conti è severa: una volta ha bacchettato un’agenzia pubblica per un mazzo di fiori da 50 euro non giustificato. Ma qui è diverso.

Lo Stato tedesco ha impiantato una fabbrica per produrre in proprio creme solari, burro cacao o spray nasali per i soldati tedeschi, invece di acquistare quei prodotti sul mercato. Risultato: 20 milioni di euro che pesano inutilmente sul budget, obiettivo centrato solo al 10%, perché tanto, di quei prodotti, arriva ai militi in missione. A ben vedere, un modello di organizzazione teutonica da far impallidire le inefficienze delle furerie e dei marescialli nostrani.

All’Istituto federale fisico-tecnico PTB lavorano 1800 dipendenti. Chiede la Corte dei Conti: perché li avete dotati di  4350 personal computer, come spiegate quei 2250 computer in più? Molti altri sono gli esempi citati dalla Corte. Un rilievo di grande importanza riguarda però l’amministrazione fiscale. Stato e Länder dal 1989 avevano deciso di ricorrere a un software unico per ottimizzare la raccolta. Bene, nel 2005 il primo progetto, costato la bellezza di 400 milioni di euro è finalmente fallito. Zero risultati. L’ultimo piano, dell’anno scorso, e già costato 75,5 milioni suscettibili di aumento, è già in ritardo cronico. Risultato: gli accertamenti sulle imposta sono scesi dal 7,1% del 2005 al 5,4% del 2010, col risultato che le entrate fiscali derivante dai controlli in loco sono scese da 911 a 787 milioni di euro.