Gilet gialli. Chalencon, “l’amico” di Di Maio: “Paramilitari pronti a far cadere Macron, guerra civile vicina”. VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 febbraio 2019 11:22 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2019 14:54
Gilet gialli. Chalencon, l'amico di Di Maio: "Paramilitari pronti a far cadere Macron, guerra civile vicina"

Gilet gialli. Chalencon, l’amico di Di Maio: “Paramilitari pronti a far cadere Macron, guerra civile vicina”

ROMA – “Abbiamo dei paramilitari pronti a intervenire perché anche loro vogliono far cadere il Governo. Oggi è tutto calmo ma siamo sull’orlo della guerra civile”: è quanto ha dichiarato, testuale, in un fuori onda a margine di un’intervista a ‘Piazza Pulita’ su La7, Christophe Chalencon, l’esponente dei gilet gialli francesi che giorni fa ha incontrato Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. “E’ previsto un altro incontro” con i 5 Stelle “dovremmo venire noi a Roma”, ha detto sottolineando che “l’alleanza” con il M5S “c’è, assolutamente”.

Parliamo dello stesso controverso leader dei gilet gialli incontrato da Di Maio e Di Battista la scorsa settimana con tanto di foto con i protagonisti sorridenti e soddisfatti: per questo motivo si è arrivati a una crisi diplomatica con la Francia che ha richiamato l’ambasciatore a Roma, evento clamoroso visto che l’ultima volta successe in occasione della dichiarazione di guerra da parte dell’Italia a giugno del 1940.

Per comprendere la gravità di un abboccamento politico tanto equivoco quanto dannoso e la deriva eversiva dell’ordalia populista, basta leggere le dichiarazioni dello stesso soggetto, rilasciate ufficialmente, non estorte in un fuori onda: “Abbiamo passato due ore insieme, ed eravamo d’accordo su tutto! E’ straordinario che il vicepremier del governo italiano non si è fermato a Parigi, il cuore del potere. Perché è venuto qui da noi, ha fatto saltare tutti gli equilibri! E penso che quello che ha fatto segnerà la storia della Francia. Ci ha dato un riconoscimento internazionale e ora altri ci stanno contattando, ha aperto una breccia e ha fatto tremare Macron”.

Di Maio e Di Battista, specie il primo che ha alte responsabilità di governo, si rendono conto di chi hanno contribuito a legittimare? E’ questo il campo scelto per sfidare i leader come Macron sul piano politico? E’ questo – cioè l’accozzaglia che mette insieme lugubri golpisti, attempati casseur e velleitari contestatori – il popolo di cui tanto si riempiono la bocca? Tornando alla realtà, presto l’ambasciatore francese riaccenderà le luci a Palazzo Farnese dell’ambasciata di Francia, ha annunciato il ministro francese degli Affari esteri, Jean-Yves Le Drian.

Il suo collega agli Interni Castaner può intanto chiudere la questione dileggiando l’Italia senza che nessun italiano politicamente adulto possa opporre alcunché di sensato: “Quindi uno dei leader dei Gilet gialli ci annuncia un colpo di Stato militare… E’ una commedia all’italiana o soltanto un nuovo delirio personale?”.  E’ un delirio all’italiana. E la presa di distanza di oggi di Di Maio (“C’è stata un’interlocuzione con una realtà complessa, ma noi non abbiamo intenzione di dialogare con quell’anima che parla di lotta armata o la guerra civile”), è perlomeno tardiva.

Sotto il video La7 Piazza Pulita