Google, assegno da un miliardo alla Francia per chiudere il contenzioso sulle tasse non pagate

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Settembre 2019 13:36 | Ultimo aggiornamento: 13 Settembre 2019 13:36
Francia: Google versa al Fisco un miliardo di euro per le tasse arretrate

Una sede di Google

ROMA – Google si è accordata per pagare 965 milioni di euro alla Francia e chiudere così due contenziosi che lo contrapponevano al fisco di Parigi. Lo riporta Bloomberg. Il colosso di Mountain View, sotto tiro in Europa per le sue politiche fiscali, ha raggiunto un accordo da 500 milioni per chiudere un’inchiesta penale su una presunta frode fiscale e firmato un secondo accordo per pagare altri 465 milioni in tasse arretrate.

Il ruolo della controllata irlandese

L’accordo chiude un’inchiesta durata quattro anni. Il pubblico ministero Pierre-Olivier Amadee-Manesmelo ha annunciato nel corso di un’udienza presso il Parquet national financier. Cioè il Tribunale creato nel 2013 dalla Francia per perseguire i grandi reati economici e finanziari. Secondo l’accusa la controllata irlandese di Google non aveva remunerato adeguatamente la sua consociata in Francia, riducendo l’imponibile fiscale a Parigi tra il 2011 e il 2016.

In Francia web tax nazionale

L’accordo con Google, che riconosce i fatti sottostanti all’inchiesta ma non contiene un’ammissione di colpevolezza, è stato approvato dal giudice Jean-Michel Hayat e diventerà definitivo se entro dieci giorni Google non farà marcia indietro. Si tratta di un successo per la Francia, che ha dichiarato guerra ai giganti del web introducendo dall’1 gennaio di quest’anno una web tax nazionale che impone un’aliquota del 3% ai giganti tecnologici con un fatturato globale superiore ai 750 milioni di euro.

L’accordo per chiudere il contenzioso fiscale con Google è “una buona notizia per le finanze pubbliche e per l’equità fiscale in Francia”, che ora ha “strumenti efficaci” per combattere le frodi fiscali. E’ quanto affermano la ministra della Giustizia francese, Nicole Belloubet, e il ministro per i Conti Pubblici, Gerald Darmanin, in una nota congiunta. (fonte Ansa)