Grecia, aiuti vicini col piano austerità. Ma l’Europa non si fida

Pubblicato il 20 Febbraio 2012 20:31 | Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2012 20:34

BRUXELLES – Ora che anche la Germania e la Finlandia si sono ammorbidite, e che l'Olanda resta sola a sostenere il rigore estremo con la Grecia, tutto sembra puntare verso il salvataggio di Atene entro la serata: l'Eurogruppo, riunito dal pomeriggio assieme al premier greco Lucas Papademos, dovrebbe dare il via libera agli aiuti salvando Atene giusto in tempo, perche' per evitarle il default a marzo i fondi devono arrivare entro mercoledi'. Ma l'Eurozona, che non si fida di Atene, e' pronta a piazzare nel Paese una troika Ue-Bce-Fmi permanente, e a creare un conto bloccato dove i greci verseranno da ora in poi gli interessi sul loro debito.

''L'obiettivo e' un accordo entro la serata'', ha detto il ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaeuble entrando alla riunione, e dissipando i dubbi sulla volonta' dei Paesi del Nord di buttare la Grecia giu' dal carro dell'Eurozona. ''Nessuno vuole spingerla fuori dall'euro'', ha rassicurato il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker. Tutti riconoscono gli sforzi del Paese (''Molto importanti'', li ha definiti il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde) e vogliono mettere fine a una situazione che da mesi destabilizza l'intera Eurozona.

Le condizioni poste dall'Europa sono ''tutte soddisfatte'', ha detto il ministro greco delle Finanze, Evangelos Venizelos, che si aspetta ''trattative fino all'ultimo'' ma con un via libera ai 130 miliardi di euro entro stasera: i tagli da 3,3 miliardi di euro ci sono, cosi' come le rassicurazioni scritte dei capi dei partiti. Anche l'accordo con i privati sulle perdite dopo lo 'swap' dei bond greci e' praticamente fatto, resta solo da capire se l'Eurogruppo stasera chiedera' loro piu' sforzi per coprire il nuovo 'buco' nei conti greci.

Il rapporto della troika sulla sostenibilita' del debito spiega che, nonostante i tagli, non si raggiungera' il target fissato per il debito, che dal 160% di oggi deve scendere al 120% entro il 2020. Si arrivera' solo al 129%, e l'Eurogruppo deve trovare il modo di colmare il 'gap'. Ma senza metterci un'euro in piu'. Varie le ipotesi in gioco: una coinvolge i partner dell'euro, che potrebbero abbassare i tassi sui loro prestiti alla Grecia, un'altra chiama in causa la Bce e le banche centrali nazionali, ma la Bce deve ancora trovare il modo di aggirare il divieto di finanziare direttamente lo Stato. Un modo potrebbe essere generare plusvalenze con lo scambio di titoli tra banche centrali, da riversare alla Grecia in qualche forma. L'altra idea e' pesare ancora una volta sui creditori privati, abbassando i tassi sui loro nuovi titoli. Ma l'Eurozona guarda, e spera, anche nel Fmi. Che pero' non sembra affatto intenzionato a fare uno sforzo in piu', anzi, vorrebbe abbassare la sua quota di partecipazione al secondo piano salva-Grecia.

A parte i dettagli, il via libera agli aiuti dovrebbe quindi arrivare nonostante l'opposizione dell'Olanda, che pero' da sola e' troppo debole per sostenere un veto. Inoltre potrebbe vedere soddisfatta, e dunque accontentarsi, la sua richiesta di 'commissariare' la Grecia con una sorveglianza permanente di Ue-Bce-Fmi: tutti vogliono essere certi che Atene rispetti il programma concordato con la Ue, soprattutto dopo le elezioni di aprile.