Grecia, ancora niente accordo su chiusura Ert. Governo Samaras verso crisi

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Giugno 2013 5:00 | Ultimo aggiornamento: 21 Giugno 2013 1:14
Grecia, ancora niente accordo su chiusura Ert. Governo Samaras verso crisi

Grecia, ancora niente accordo su chiusura Ert. Governo Samaras verso crisi (Foto Ansa)

ATENE – Si profila sempre più nitido lo spettro di una crisi di governo in Grecia. L’esecutivo di larghe intese guidato dal premier conservatore Antonis Samaras si è arenato ancora una volta e potrebbe cadere proprio sulla annosa questione della tv pubblica Ert, chiusa nove giorni fa con un decreto legge nell’ambito del ridimensionamento dei dipendenti statali voluto dai creditori internazionali della Grecia.

Un appello al ”senso di responsabilità” è venuto dal commissario Ue agli affari economici Olli Rehn che ha invitato Atene a ritrovare la stabilità necessaria nell’attuale situazione politica per fare quelle riforme indispensabili affinché il programma di aiuti vada avanti. Ma la terza riunione in una settimana tra Samaras e i leader dei partiti alleati – Evanghelos Venizelos (Pasok) e Fotis Kouvelis (Sinistra Democratica) – si è bruscamente interrotta poco dopo l’inizio per divergenze su una nuova proposta avanzata da Kouvelis.

Venizelos e Kouvelis hanno lasciato il Megaro Maximou, la sede del governo, ed hanno convocato i gruppi dirigenti dei rispettivi partiti nelle loro sedi. Mentre il premier sta valutando l’ipotesi di chiedere la fiducia al Parlamento.

Secondo Skai Tv, le divergenze sorte fra i tre leader riguardano il numero dei dipendenti della Ert che dovrebbero essere riassunti nella nuova azienda Tv statale e il tipo di contratto che essi dovrebbero avere. Ad annunciare che anche stasera non era stato raggiunto alcun accordo è stato Kouvelis il quale ha parlato “di un problema di legalità democratica… non siamo d’accordo con azioni che vanno contro la legalità”. Kouvelis avrebbe anche ventilato l’ipotesi di ritirare dal governo i ministri che appartengono al suo partito ma non l’appoggio della sua formazione politica.

Venizelos, da parte sua, ha detto che il Pasok continuerà a sostenere il governo perché non vuole la crisi né le elezioni anticipate. Il leader socialista ha ribadito che il Paese ha bisogno di stabilità e ha detto senza mezzi termini che adesso occorre mettere da parte la questione della Ert e discutere di problemi più seri come quello dell’aggiornamento dell’accordo programmatico fra i partiti che compongono il governo.

Intanto, mentre ad Atene andava in scena l’ennesima lite governativa, il ministro dell’Economia greco Yannis Stournaras lasciava precipitosamente Lussemburgo e i lavori dell’Eurogruppo per rientrare nella capitale ellenica e domani non parteciperà all’Ecofin cruciale sull’unione bancaria. Sempre dal fronte europeo, il Fmi si è detto pronto a sospendere la sua quota dei pagamenti alla Grecia entro fine luglio, se i leader dell’Eurozona non finanzieranno il ‘buco’ da 3-4 miliardi di euro che si è creato nel programma di salvataggio. Lo ha scritto il Financial Times citando alcuni funzionari coinvolti nell’operazione.

Il ‘buco’ sui 172 miliardi complessivi di aiuti si è creato dopo che le banche centrali dell’Eurozona non hanno voluto rinnovare i titoli di Stato in portafoglio giunti a scadenza. Di diverso avviso è il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, che ha assicurato che”non c’è nessun ‘buco’ finanziario nel piano di aiuti alla Grecia, coperto per un altro anno, ma è importante che la troika concluda la sua valutazione dell’andamento del programma di aiuti entro i primi di luglio, per sbloccare le nuove tranche di aiuti come previsto”.