Grecia si affida a Papoulias: tenterà un governo di unità nazionale

Pubblicato il 12 Maggio 2012 20:22 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2012 21:34

ATENE – Adesso la salvezza della Grecia e’ nelle mani del suo presidente, Karolos Papoulias, un carismatico socialista di 82 anni al suo secondo mandato. In lui e’ infatti riposta ormai l’ultima e molto tenue speranza di evitare che i greci fra un mese tornino alle urne per un voto che, come molti analisti concordano, porterebbe il Paese fuori dall’eurozona e verso la catastrofe definitiva. Pure il leader socialista Evanghelos Venizelos, infatti, ieri sera ha gettato la spugna: dopo aver incassato il secco ”no” del capo della Coalizione delle Sinistre (Syriza), Alexis Tsipras, per entrare a far parte di un governo di coalizione, ha rimesso stamani l’incarico esplorativo nelle mani di Papoulias.

Durante il breve incontro tra i due, al palazzo presidenziale, Venizelos ha detto al capo dello Stato che ”Nea Dimocratia, Pasok e Sinistra Democratica sono d’accordo sulla necessita’ di formare un governo filo-europeo che duri due anni e che sia teso a mantenere la Grecia nell’eurozona e a migliorare le condizioni del piano di salvataggio per un suo eventuale superamento. Per far cio’, pero’, occorre la partecipazione di Syriza e del suo leader, ma da lui non ho ricevuto una risposta positiva in tal senso”, ha ammesso Venizelos.

Il rifiuto di Tsipras di partecipare a un governo di coalizione, a detta di molti, dipenderebbe dal fatto che il leader radicale, forte degli ultimi sondaggi che danno il suo partito al 23.8% delle preferenze, ritiene che uscira’ vincitore dalle prossime consultazioni ottenendo oltre 120 seggi su 300 (tra cui i 50 di ‘bonus’ previsti per il partito di maggioranza relativa) che gli consentirebbero – da premier incaricato – di guidare i giochi per la formazione del governo.

Purtroppo, secondo vari analisti, Tsipras dovra’ fare i conti con la propria netta avversione al Memorandum che rischia di spingere la Grecia fuori dall’eurozona e che gli ha gia’ attirato le dure reprimende di vari leader europei tra cui quella del presidente della Commissione Ue, Jose’ Manuel Barroso, il quale ha detto senza mezzi termini che la Grecia deve rispettare i patti o ”uscire dal club” dell’euro. Papoulias, dal canto suo, ha affermato che in quanto riferitogli da Venizelos ”ci sono frammenti di ottimismo ed io spero di poter contribuire alla formazione di un governo vista la situazione che e’ davvero molto difficile. La prossima settimana, inoltre, avremo le riunioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin, il summit della Nato ed il vertice europeo”.

Vista l’urgenza della situazione, Papoulias ha quindi deciso di convocare per domani a mezzogiorno la riunione con i leader dei tre partiti che hanno ottenuto piu’ voti alle ultime elezioni (ND, Syriza e Pasok) per fare un estremo tentativo di costituire un governo di unita’ nazionale. Separatamente vedra’ piu’ tardi i leader delle altre quattro formazioni entrate in Parlamento: Panos Kammenos (Greci Indipendenti), Aleka Papariga (Partito comunista), Niko Michaloikos (Alba dorata, filonazista) e il cruciale Fotis Kouvelis (Sinistra Democratica).

Qualora anche il tentativo di Papoulias domani fallisse, il capo dello Stato – in base alla Costituzione – dovra’ nominare una sorta di ”premier ad interim” (con il solo compito di rappresentare la Grecia presso gli organismi internazionali) scegliendolo tra uno degli alti magistrati che presiedono la Corte Suprema, il Consiglio di Stato o la Corte dei Conti. Dopo di che i greci torneranno al voto il 10 o il 17 giugno.