Grecia, no referendum: ora tocca alla Bce. Mario Draghi al bivio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 luglio 2015 9:32 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2015 9:32
Grecia, no referendum: ora tocca alla Bce. Mario Draghi al bivio

Grecia, no referendum: ora tocca alla Bce. Mario Draghi al bivio

ROMA – Grecia, no referendum: ora tocca alla Bce. Mario Draghi al bivio. Cosa succede ora? La Grecia nutre fiducia che la Bce non interrompa e anzi elevi il tetto sulla linea di credito con cui fornisce liquidità di emergenza alle banche greche che nelle casse hanno euro per resistere al massimo un giorno. Occhi del mondo puntati sulle mosse della Banca Centrale Europea, dunque. Anche perché i regolamenti non consentirebbero finanziamenti a chi rifiuta programmi di aiuti concordati. Merkel e Hollande si incontrano oggi nel tentativo di concordare almeno in questa fase una linea politica europea comune. Danilo Taino esplora le opzioni sul campo. Ma, come sosteneva già Draghi, siamo, a questo punto, in terra incognita, tutto può succedere. Per dire, il coordinatore finanziario dell’Unione, Hans Michelbach (Cdu), chiede alla Bce di interrompere i versamenti di emergenza alla Grecia.

Il consiglio dei Governatori della Banca centrale europea – che si riunirà oggi – potrebbe decidere di lasciarlo al livello a cui è, il che significherebbe non dare altro denaro alla Grecia e potrebbe chiedere la restituzione degli 89 miliardi o di parte. Infatti, la banca di Francoforte non può fornire liquidità d’emergenza se un Paese è fuori da un programma di aiuti concordato: Atene ne è uscita il 30 giugno scorso. In ambienti vicini alla Bce si dice che, forse, sarebbe possibile erogare alle banche greche una piccola somma per non farle crollare immediatamente.

Non è però detto: nel consiglio dei Governatori ci saranno probabilmente opposizioni a una scelta del genere, che comunque potrebbe funzionare solo per qualche giorno. Il consiglio dei Governatori della Banca centrale europea – che si riunirà oggi – potrebbe decidere di lasciarlo al livello a cui è, il che significherebbe non dare altro denaro alla Grecia e potrebbe chiedere la restituzione degli 89 miliardi o di parte. Infatti, la banca di Francoforte non può fornire liquidità d’emergenza se un Paese è fuori da un programma di aiuti concordato: Atene ne è uscita il 30 giugno scorso. In ambienti vicini alla Bce si dice che, forse, sarebbe possibile erogare alle banche greche una piccola somma per non farle crollare immediatamente. Non è però detto: nel consiglio dei Governatori ci saranno probabilmente opposizioni a una scelta del genere, che comunque potrebbe funzionare solo per qualche giorno. (Danilo Taino, Corriere della Sera).

Alzando lo sguardo a uno scenario più ampio anche di sole poche settimane, c’è il problema di una Grecia impossibilitata a ricapitalizzare le disastrate banche greche che in pancia hanno in buona parte titoli di stato greci che con il default tecnico sono praticamente carta straccia. L’obiettivo di Francoforte è infatti garantire la stabilità finanziaria di tutta l’Eurozona, come sottolinea anche il Tesoro, che fa sapere come tutti i Paesi membri siano impegnati a conservare l’integrità della moneta unica e quindi a recuperare la piena autonomia finanziaria della Grecia. Non potendo più agire sui tassi, inchiodati al minimo storico dello 0,05%, la Bce in una fase di alta volatilità potrebbe alzare il ritmo degli acquisti di titoli di Stato attraverso il piano di quantitative easing, attualmente a 60 miliardi di euro al mese, e attivare contemporaneamente anche l’Omt, il cosiddetto scudo antispread messo a punto da Draghi a settembre 2012 per salvare l’euro, ma mai lanciato.

“La Bce ha ben chiaro che se è necessario fare di più, farà di più”, ha affermato il consigliere esecutivo Benoit Coeuré. Oggi dunque il Board valuterà l’esito del voto greco per prendere una decisione sulla liquidità di emergenza (Ela) fornita alle banche greche. La Banca di Grecia avrebbe già richiesto un aumento della linea di credito, attualmente ferma ad 89 miliardi di euro. Da quanto trapela, però, una decisione potrà essere presa solo quando sarà definito il quadro complessivo. In programma in serata ad Atene un vertice tra il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis e la Banca di Grecia.

Più probabile che la Bce, in osservanza al principio di proporzionalità sancito dall’articolo 5 del trattato, eviti una decisione tanto drastica da provocare un collasso totale. Ed essendo anche in attesa di un rimborso da 3,5 miliardi il 20 luglio da parte di Atene, opti per un aumento dello ‘sconto’ sul valore dei titoli greci portati in garanzia dalle banche, di fatto tagliando la liquidità d’emergenza.