Grecia. Referendum pilotato: il no sopra il sì e il vecchio piano Ue

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Giugno 2015 11:38 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2015 11:46
Grecia. Referendum pilotato: il no sopra il si e il vecchio piano Ue

La scheda del referendum greco: il no (oxi) sopra, il si (nai) sotto

ROMA – Sulla scheda referendaria che i greci troveranno nelle urne domenica 5 luglio, la casella del no (oxi, in greco) è posta sopra a quella del sì (nai), fatto più che irrituale visto che in queste circostanze sì e no sono sempre allineati per un elementare esigenza di neutralità e per non offrire vantaggi di posizionamento a una delle alternative in campo. Nelle cancellerie europee e negli uffici istituzionali la cosa non è passata inosservata visto che il governo Tsipras spinge gli elettori a votare no all’accordo.

Un trucco, un modo scorretto di influenzare il voto? Se si guarda anche all’oggetto del referendum, la proposta cioè dei creditori internazionali, è lecito sospettare il tentativo di pilotare il referendum: il piano sottoposto agli elettori non è quello rifiutato dal premier Alexis Tsipras ancora venerdì scorso. Si tratta di un piano più vecchio, che contiene misure più drastiche e condizioni più dure. Per dire, non c’è la proposta di un’aliquota al 13% sugli alberghi, ma si fa menzione di quella al 23% cui lo stesso Tsipras, in sede di negoziato, aveva opposto proprio il 13%. Che fine ha fatto? Sparita.

Eppure l’ultima proposta con la firma del presidente Jean Claude Juncker in calce è stata pubblicata prima di essere sostituita sulla scheda del referendum da quella più vecchia, molto meno digeribile per i greci. Come se i negoziati non ci fossero stati. Eppure, quella nuova proposta, se accettata, avrebbe consentito una dilazione utile a superare le scadenze più immediate che da mezzanotte faranno scattare il default e attraversare indenni il momento referendario, grazie al contributo di Tsipras che a quel punto avrebbe dovuto sostenere le ragioni del sì.