Grecia: rischio debito al 160% nel 2020

Pubblicato il 21 febbraio 2012 0:10 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2012 0:18

NEW YORK, 20 FEB – La Grecia potrebbe aver bisogno di ulteriori aiuti per tagliare il debito al 120% del pil entro il 2020. Se Atene non portera’ avanti riforme strutturali ampie e privatizzazioni, il suo debito potrebbe toccare il 160% del pil nel 2020.

E’ quanto emerge analisi condotte dall’Unione Europea, dalla Banca Centrale Europea (Bce) e dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) contenute in un rapporto di nove pagine, ottenuto dalla Reuters, completato lo scorso 15 febbraio e sottoposto ai ministri delle finanze dell’euro area.

Lo scenario di base del rapporto prevede che la Grecia tagliera’ il proprio debito al 129% del pil nel 2020, meno quindi del target del 120% fissato. ”I risultati mettono in evidenza la necessita’ di ulteriori tagli al debito da parte del settore privato o pubblico per portare giu’ la traiettoria del debito” si legge nel rapporto . ”C’e’ una tensione fra gli obiettivi del programma di riduzione del debito e il miglioramento della competitivita”’ evidenziano ancora le analisi contenuto nel documento, che mette in guardia sulla possibilita’ che la Grecia non sia in grado di attuare i cambiamenti necessari abbastanza velocemente. ”Le autorita’ greche potrebbero non riuscire nelle riforme strutturali e negli aggiustamenti alla velocita’ prevista nello scenario di base”.

L’obiettivo di un debito al 120% invece che al 129% nel 2020 e’ raggiungibile con ulteriori sforzi del settore pubblico e privato. Il debito potrebbe essere ridotto al 120% dal 129% con una ristrutturazione degli interessi maturati sui bond greci: questo ridurrebbe il debito di 1,5 punti percentuali. Un ulteriore calo del debito di 1,5 punti potrebbe essere ottenuto con un calo dei tassi sui prestiti bilaterali dell’area euro estesi ad Atene nell’ambito del primo programma di salvataggio. Altri 3,5 punti percentuali di taglio potrebbero aversi con la ristrutturazione del portafoglio dei bond greci che le banche centrali dell’area euro hanno. Il maggiore contributo alla riduzione del debito sarebbe comunque della Bce, con la rinuncia dei profitti sui bond della Grecia acquistati nell’ambito di acquisti sul mercato dal 2010. Questo consentirebbe un taglio del debito di 5,5 punti percentuali.

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L’analisi chiarisce i contorni dell’accordo allo studio fra la Grecia e i creditori privati, che prevede una riduzione nominale del 50% del valore dei bond della Grecia. Del restante 50%, i creditori otterrebbero 15 punti percentuali pagati in titoli a breve termine dell’Efsf e 35 punti percentuali in bond a 30 anni ammortizzabili dopo 10 anni. Il coupon sui bond sarebbe del 3% fra il 2012 2 il 2020, per poi salire al 3,75% dal 2012 fino alla loro maturazione. Gli investitori otterrebbero poi un ulteriore pagamento legato alla crescita del pil della Grecia, che comunque e’ bloccato all’1% dell’ammontare dei bond.