La vita dei greci senza euro? Dracma, corsa ai bancomat, debiti, banche a secco

Pubblicato il 15 Maggio 2012 19:57 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2012 20:01
atene

(Lapresse)

ATENE – Arriva giugno, la Grecia inghiottita dalla crisi ritorna a votare. Il rischio è che poco dopo l’ennesima chiamata alle urne sentiremo dire che Atene non è più nell’euro, i giornali racconteranno dell’assalto ai bancomat, di un crac interno da mille miliardi di euro e dei greci che conservano i soldi (il vecchio euro) sotto il materasso, ancora disorientati dalla nuova dracma.

Quanto questo scenario sia reale ce lo diranno i giorni, lo decideranno i Paesi dell’eurozona, lo annuncerà la Grecia.

Da giorni si susseguono avvertimenti e bacchettate ad Atene. Chi come il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble dice che “la zona euro è in grado di sopportare l’uscita della Grecia” e chi, come il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, aggiunge “Se la Grecia non rispetta i patti, fuori dall’euro”, e chi ancora cerca di mediare come il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, che afferma: “Vogliamo mantenere la Grecia nell’euro e faremo tutto il possibile perchè ciò accada”.

Ma cosa succede davvero se la Grecia esce dall’euro? Sarà una bomba sulla moneta unica che costringerà i governi a soffrire ancora di più questa crisi?

C’è chi teme sul lungo periodo la guerriglia, chi ipotizza la miseria e la criminalità per le strade greche, chi invece immagina un tracollo economico iniziale per il Paese stimato per mille miliardi di euro, secondo quanto scrive il Wall Street Journal.

Arriverebbe una nuova moneta, i greci si dovrebbero abituare alla nuova dracma e dalla data della sua introduzione tutti gli stipendi pubblici, contratti e pensioni sarebbero così pagati. I conti correnti verrebbero riconvertiti. La svalutazione rispetto alle altre monete sarebbe di proporzioni enormi e ci vorrebbe tanto tempo prima di riprendersi.

La Banca centrale europea non potrebbe più prestare soldi alle banche greche. Ciò significherebbe un arresto brusco per la liquidità al sistema greco.

L’inflazione sarebbe altissima e i tassi di interesse da parte della Banca centrale di Atene (che riacquisterebbe l’autorità monetaria perché lascerebbe la Bce) sarebbero sempre più alti: le famiglie e le imprese soffrirebbero.

Molte aziende sarebbero costrette a chiudere, per mancanza di fondi e ritardi nei pagamenti e chi ha i contratti in euro si rifiuterà di vederli convertiti: il rischio di conflitto sociale sarebbe altissimo.