Grecia. Trattative Fmi, riapertura Ert, sentenza pensioni: tutte le notizie

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Giugno 2015 19:37 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2015 19:43
Grecia. Trattative Fmi, riapertura Ert, sentenza pensioni: tutte le notizie

Jean-Claude Juncker, Alexis Tsipras e il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk
(Ansa)

ATENE – Tutte le notizie sulla Grecia: la riapertura della tv pubblica Ert chiusa dal governo Samaras; la sentenza del Consiglio di Stato contro il taglio delle pensioni deciso nel 2012 sempre da Samaras (molto simile a quella della nostra Corte Costituzionale contro i tagli decisi dal governo Monti); le difficoltà nei negoziati con la ex troika (Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea, Commissione Europea); l’aumento della disoccupazione nei primi tre mesi del 2015. Clicca qui per scaricare il documento di 47 pagine della proposta di accordo del governo Tsipras a Ue, Bce e Fmi.

Riapre la Tv pubblica Ert, era una promessa di Tsipras. Riapre i battenti la tv pubblica greca e lo fa sotto il suo vecchio nome Ert (Elliniki Radiofonia Tileorasi), con l’impegno di riassumere tutto il personale lasciato a casa due anni fa nello sforzo del governo del tempo di ridurre i costi per lo Stato. Riaprire l’emittente con il vecchio nome e riassumere il personale era un impegno chiave del nuovo governo di Alexis Tsipras, che si era già duramente schierato contro la chiusura avvenuta nel giugno 2013 e la successiva sostituzione con un’altra emittente più piccola voluta dall’ex premier Antonis Samaras, Nerit. Non a caso il governo ha salutato l’avvio delle trasmissioni, avvenuto questa mattina all’alba, come una “vittoria per la democrazia”. Non è però ancora chiaro quanto costerà la nuova compagnia e quante persone assumerà: un tema delicato visto che la vecchia Ert era stata spesso criticata per nepotismo politico e spese eccessive.

Consiglio Stato greco: illegali i tagli alle pensioni nel 2012. I tagli alle pensioni greche nel settore privato attuati nel 2012 decise dal governo nell’ambito del secondo pacchetto di salvataggio sono anticostituzionali e contrarie a quanto stabilito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. È quanto ha stabilito oggi il Consiglio di Stato greco, aprendo di fatto un buco da 1-1,5 miliardi di euro nei conti dello Stato.
In base a tale sentenza, infatti, le pensioni del settore privato dovranno essere ripristinate ai livelli del 2012 e lo Stato, se non avrà il denaro necessario, dovrà recuperare i fondi nonostante la clausola di deficit zero votata nel 2012. La Corte ha rilevato, tuttavia, che la sentenza non è retroattiva, ma entrerà in vigore a partire da oggi, stabilendo inoltre che i tagli effettuati tra il 2010 e il 2011 erano legali. La sentenza è arrivata a seguito di un appello di un gruppo di pensionati. Il governo dovrà adesso trovare fra un miliardo e un miliardo e mezzo di euro per coprire i costi derivanti dalla decisione del Consiglio di Stato.

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Tasso disoccupazione sale al 26,6% nei primi 3 mesi del 2015. Il tasso di disoccupazione della Grecia è aumentato leggermente al 26,6% nei primi tre mesi dell’anno rispetto al 26,1% del trimestre precedente. Lo ha reso noto oggi l’Istituto di Statistica ellenico Elstat. Il tasso più elevato era stato quello del 27,8% registrato nel primo trimestre del 2014. Secondo i dati Elstat, circa il 71,6% del milione e 270.000 greci disoccupati sono senza lavoro da almeno 12 mesi.

Proteste anti-austerità davanti al ministero delle Finanze ad Atene. Alcune decine di manifestanti di sinistra greci hanno inscenato stamani un sit-in davanti al ministero delle Finanze nel centro di Atene per protestare contro il governo Syriza (sinistra radicale) guidato dal premier Alexis Tsipras, che accusano di avere in programma l’adozione di nuove misure di austerità. I manifestanti, per la maggioranza affiliati e simpatizzanti del Partito Comunista di Grecia (Kke) hanno affisso un grande striscione sulla facciata del palazzo, che si trova di fronte al Parlamento, su cui campeggia la scritta “Abbiamo versato sangue abbastanza, abbiamo pagato abbastanza”.

Fonti Francia, Merkel non vuole un terzo programma di aiuti. La Germania è contraria ad un terzo programma di aiuti per la Grecia, ma “è possibile” un accordo che sblocchi l’esborso dell’ultima tranche del programma attuale ed una sua estensione fino a marzo 2016. Lo riferiscono alte fonti diplomatiche francesi commentando in termini di “molta fiducia” il mini-vertice tra Tsipras, Merkel e Hollande. Secondo le fonti, il greco “ha capito che tutto è pronto per trovare un accordo”, “vuole trovare una soluzione per il suo paese” ma “vuol dimostrare che si è battuto fino alla fine”.

Le fonti riferiscono di un colloquio “diretto, franco ed in una buona atmosfera”, ma indicano che l’atteggiamento del governo greco “comincia a snervare un po’ tutti, a parte Germania e Francia” che continuano a negoziare pur sottolineando che “l’accordo deve essere trovato con le tre istituzioni”. Parlando dei nodi della trattativa, le fonti francesi specificano che, per quanto riguarda le pensioni, “non si chiede di toccare le minime, ma di trovare altri parametri” che rendano sostenibile il sistema.

Ue: “Ristabilito rapporto personale Juncker-Tsipras”. “Nell’incontro di ieri a margine del vertice Ue-Celac il rapporto personale tra Tsipras e Juncker è stato ristabilito ed è stato concordato per oggi a margine del vertice un ulteriore incontro con il proposito di continuare a lavorare per una soluzione nello spirito dell’accordo dell’Eurogruppo del 20 febbraio”. Così il portavoce di Juncker.

Il nuovo incontro Juncker-Tsipras avverrà alle 14 nel palazzo del Consiglio europeo, ha successivamente annunciato il portavoce della Commissione Margaritis Schinas. “I negoziati continuano in diversi formati, e tutti speriamo che consentano un accordo presto”, ha aggiunto il portavoce, ricordando che “il centro di gravità dei negoziati sono sempre le tre istituzioni (Commissione, Bce, Fmi, ndr) che resteranno al centro della scena per continuare e auspicabilmente concluderli”.

Juncker: “Condivido chi sta perdendo pazienza”. “La gente sta diventando impaziente. Io sono solo un essere umano e condivido la loro impazienza”. Lo dice Jean Claude Juncker a proposito degli sforzi per una soluzione in Grecia.Parlando in tedesco, aggiunge una metafora che dà l’idea di voler continuare : “Dobbiamo tirare la mucca fuori dal ghiaccio, ma si scivola molto. E noi stiamo ancora provando a spingere”.

Merkel, spero in progressi, ogni giorno conta. “Spero che ora si possano fare i necessari progressi” ma “ogni giorno conta”. Lo ha detto la Cancelliera Angela Merkel parlando della situazione in Grecia. all’arrivo nella sede del Consiglio per la seconda giornata del vertice Ue-America Latina. “La Grecia nei prossimi giorni lavorerà intensamente e a tutto vapore con le tre istituzioni per provare a chiarire tutte le questioni in sospeso” ha aggiunto Merkel che ieri sera ha incontrato il premier Tsipras in un mini vertice col presidente francese Francois Hollande. Se c’è volontà c’è possibilità. La Cancelliera Angela Merkel ha lasciato il vertice Ue-America Latina limitandosi a ribadire quanto affermato già ieri sula situazione in Grecia: “Gli incontri devono continuare con alta intensità, dove c’è volontà, c’è possibilità”.

Tusk ad Atene, basta azzardo, più realismo. “Ora ci servono decisioni non negoziati, il Governo greco deve essere più realista. Non c’è più spazio per il gioco d’azzardo, temo che qualcuno dica presto ‘game over'”: ora “il prossimo Eurogruppo è cruciale, di certo non abbiamo più tempo”. Così il presidente Ue Donald Tusk rispondendo a una domanda sulla Grecia.

Weidmann (Bundesbank): il rischio del fallimento cresce ogni giorno. “Il rischio di un fallimento della Grecia cresce di giorno in giorno”. Lo ha detto il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, parlando a Londra. I rischi di uno scenario del genere non sono contenibili meglio di quanto lo fossero in passato, “e dunque non andrebbero sottovalutati”. In ogni caso, ha continuato Weidmann, a rimetterci di più, in caso di fallimento sarebbero la Grecia e i greci. Il presidente della banca centrale tedesca ha sottolineato che i partner internazionali sarebbero disposti ad aiutare Atene a migliorare la sua amministrazione e a consolidare la sue finanze statali.