Grecia: Tsipras, secondo sì a piano austerità. Anche da Syriza e Varoufakis

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 luglio 2015 8:18 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2015 8:18
Grecia: Tsipras, secondo sì a piano austerità. Anche da Syriza e Varoufakis

Grecia: Tsipras, secondo sì a piano austerità. Anche da Syriza e Varoufakis

ATENE – Il governo Tsipras incassa un’altra fiducia dal Parlamento greco, che ha votato sì al piano di salvataggio proposto dall’Unione Europea e dalla Troika. Tsipras è riuscito a contenere la “ribellione” all’interno di Syriza (dove i dissidenti sono diminuiti rispetto alla prima votazione), portando dalla sua parte persino l’irriducibile Yanis Varoufakis, paladino (a parole) della lotta all’austerità targata Bruxelles.

Il Parlamento di Atene ha detto sì al secondo pacchetto di riforme richieste dai creditori internazionali per riavviare i negoziati sul piano di salvataggio da oltre 80 miliardi. Al termine di un dibattito protrattosi fino a tarda notte, l’esito del voto ha certificato 230 sì, 63 no, 5 astenuti.

Tsipras ha incassato questo nuovo successo e soprattutto scongiura l’ulteriore indebolimento del suo partito, Syriza, che aveva già registrato l’uscita dell’ala più radicale dopo il voto sulle prime riforme, la settimana scorsa. Hanno votato no soltanto in 36, rispetto ai 39 che si erano opposti la prima volta. Tra i sì, a sorpresa, anche l’ex ministro delle Finanze, anche se si tratta di un appoggio solo per fare guadagnare tempo al governo nella trattativa con i creditori, questo almeno ha detto lui stesso.

Sul tavolo, in Parlamento, c’erano le modifiche al codice di procedura civile e l’adozione delle regole europee sulla risoluzione delle banche in fallimento. Il sì a queste riforme consentirà di avviare il negoziato con la ex Troika (Ue, Bce e Fmi) e chiudere un accordo sul piano di salvataggio entro la scadenza del 20 agosto, quando Atene dovrà restituire 3,2 miliardi alla Banca Centrale Europea.

Tsipras, prima del voto, ha ribadito che il compromesso accettato a Bruxelles è stato difficile, ma l’alternativa sarebbe stata la Grexit o il default. Comunque, ha rilevato, il piano garantirà aiuti che copriranno totalmente le esigenze greche per i prossimi tre anni, inoltre darà il via alla discussione sulla ristrutturazione del debito. “Abbiamo lottato e seminato, e vinceremo”, ha assicurato il premier.

Alla vigilia del voto è tornata a farsi sentire la piazza: il maggiore sindacato del settore pubblico, l’Adedy, è sceso in strada radunandosi in piazza Syntagma “contro il nuovo piano di salvataggio e per ribaltare l’austerità e difendere la sovranità popolare”. Alcuni manifestanti a volto coperto hanno lanciato bombe carta contro la polizia schierata a difesa del Parlamento, ma non ci sono stati contatti. In ogni caso, la rottura con i creditori e le prospettive di fallimento sono al momento scongiurati.