Islanda vuole vietare la circoncisione: sarà il primo Paese in Europa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2018 5:00 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2018 6:21
Islanda vuole vietare la circoncisione: sarà il primo Paese in Europa

Islanda vuole vietare la circoncisione: sarà il primo Paese in Europa

ROMA – L’Islanda potrebbe essere presto la prima Nazione europea a vietare la circoncisione, diventando così uno dei pochi Paesi al mondo a bandire “uno dei rituali più centrali, se non il più centrale nella tradizione ebraica”. Il disegno di legge prevede fino a sei anni di carcere, secondo quanto riferito dai media.

In Islanda ci sono soltanto circa 100 ebrei, ha riferito il Washington Times, dunque pochi per far sentire la loro voce. “Ma altri, al di fuori del Paese, che capiscono il pericolo di criminalizzare le pratiche religiose stanno parlando a loro nome e della libertà religiosa”, come riporta il Daily Mail.

Non è noto in che modo la comunità musulmana islandese, molto più grande di quella ebraica, abbia reagito alle proposte. I musulmani sono ancora il più grande singolo gruppo religioso in tutto il mondo a praticare le circoncisioni. Il disegno di legge definisce la circoncisione come una “violazione” dei diritti dei giovani e dovrebbe essere presa in considerazione solo per “motivi di salute”.

“Stiamo parlando di diritti dei bambini, non di libertà di credo», sottolinea la promotrice del disegno di legge, Silja Dögg Gunnarsdóttir, sostenuta da molti altri politici islandesi.”Ognuno ha il diritto di credere in ciò che vuole, ma i diritti dei bambini vengono prima della libertà di credo”.

Il cardinale Richard Marx, presidente della Chiesa cattolica nell’Unione europea (COMECE) ha definito la proposta di legge “un pericoloso attacco alla libertà religiosa”. Dal 2005, in Islanda è illegale la mutilazione dei genitali femminili ma non ci sono disposizioni per i ragazzi, ha detto Gunnarsdóttir a Euronews. Le comunità ebraiche nei paesi nordici hanno detto che se approvata, la legge impedirebbe ai correligionari di stabilirsi in Islanda.

“L’Islanda sarebbe l’unico Paese a vietare uno dei rituali più centrali, se non il più centrale nella tradizione ebraica nei tempi moderni”, dice una lettera scritta dal gruppo. “Ma non sarebbe la prima volta nella lunga storia del popolo ebraico, più di un regime oppressivo ha cercato di sopprimere il nostro popolo e sradicare l’ebraismo proibendo le nostre pratiche religiose”.

I leader della comunità ebraica hanno anche esortato i legislatori islandesi a seguire la legislazione norvegese del 2015 sulla circoncisione non medica, che ha introdotto la normativa garantendo la legalità della tradizione in determinate condizioni.

In Europa, la circoncisione è nel mirino di politici di destra che la considerano un’importazione straniera, la cui diffusione è spesso principalmente associata all’immigrazione musulmana, secondo quanto riportato dal Times of Israel. Ma è anche combattuta da liberali e atei di sinistra che definiscono come una forma primitiva di pedofilia.

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