Juncker: “No a odio e nazionalismi anti-Ue”. Proposte? “10mila agenti frontalieri e costieri in più”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 settembre 2018 11:44 | Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2018 11:44
Juncker: "No a odio e nazionalismi anti-Ue". Proposte? "10mila agenti frontalieri e costieri in più"

Juncker: “No a odio e nazionalismi anti-Ue”. Proposte? “10mila agenti frontalieri e costieri in più”

ROMA – “Oggi propongo un rafforzamento della guardia costiera e di frontiera europea fino a 10mila unità da qui al 2020 ed un’agenzia europea per l’asilo”, ha annunciato il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker nel suo discorso sullo Stato dell’Unione alla Plenaria a Strasburgo. Di fronte alla prospettiva di un ribaltamento dei rapporti di forze nelle politiche comunitarie che vede i tradizionali partiti (popolari e socialdemocratici) minacciati dall’avanzare dei vari sovranismi, Juncker ha volato alto ribadendo il no ai nazionalismi e all’idea di un Europa-fortezza, la necessità di un’alleanza con l’Africa.

“Non possiamo continuare a bisticciare per trovare soluzioni ad hoc ogni volta che arriva una nuova nave. La solidarietà temporanea non è sufficiente, quel che ci serve è una solidarietà duratura – oggi e per sempre”, ha affermato Juncker. Ha scandito che “l’ora della sovranità europea è arrivata”, ma di soluzioni concrete ne ha potute avanzare poche.

Insieme al rafforzamento della dotazione di personale dell’agenzia Frontex, a livello politico ha suggerito di modificare il meccanismo di votazione che superi gli stalli provocati dall’unanimità vincolante: “La Commissione propone una votazione maggioranza qualificata in alcuni ambiti specifici della politica estera. Il trattato del Consiglio europeo lo permette ed i tempi sono maturi per spianare la strada ad una maggioranza qualificata, presenteremo delle proposte. Penso anche che in alcune materie della fiscalità si potrà procedere con la maggioranza qualificata”.

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In particolare, la Commissione europea propone di votare a maggioranza qualificata – mentre attualmente il sistema prevede l’unanimità – sulle sanzioni ai Paesi terzi, per i diritti umani, e per avviare e gestire le missioni civili di sicurezza e difesa. Sebbene la politica estera e di sicurezza dell’Ue sia stata notevolmente rafforzata negli ultimi anni, vi sono ancora molti casi in cui l’unanimità ha ostacolato un processo decisionale efficace e ha impedito all’Unione di agire in maniera rapida e incisiva.

Per questo, con una comunicazione presentata oggi, la Commissione europea sottolinea che il Consiglio potrebbe sfruttare il potenziale dei trattati esistenti per aumentare il ricorso al voto a maggioranza qualificata, mantenendo comunque una cultura del consenso all’interno dell’Ue. Più in particolare, la Commissione europea invita i leader a concordare, in occasione del Vertice di Sibiu del 9 maggio 2019, di ampliare l’ambito di possibilità di applicazione del voto a maggioranza qualificata nella politica estera e di sicurezza comune.