La Svizzera critica l’Italia: “Sbagliato attaccare noi e non la Libia”

Pubblicato il 16 Marzo 2010 13:44 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2010 13:44

La Svizzera reagisce con durezza all’ultimatum lanciato ieri a Tripoli dal ministro degli Esteri italiano Franco Frattini. Il ministro è rientrato in Italia dalla Libia sostenendo che la Svizzera deve cancellare “entro il 4 aprile” la lista nera in cui ha inserito 180 dirigenti libici fra cui il colonnello Gheddafi e mezzo governo libico.

Frattini ha precisato che se la crisi fra Libia e Svizzera “non sarà risolta da qui al 4 aprile, l’Italia proporrà a tutti gli altri Paesi di Schengen di rilasciare i visti alle personalità di Tripoli anche se la Svizzera continuasse a opporsi”. Questa mattina la presidente della commissione Esteri del parlamento svizzero, Christa Markwalder, ha risposto che “l’Italia esercita pressione dalla parte sbagliata: deve criticare la Libia, non la Svizzera”.

Secondo l’agenzia svizzera Ats, la Markwalder ritiene che non sia accettabile che uno Stato vicino si comporti in questo modo: la Confederazione – è il ragionamento della presidente della Commissione Esteri – ha infatti agito conformemente alle regole dello “spazio Schengen” ed è pronta a discutere l’abolizione delle restrizioni sui visti non appena il cittadino elvetico imprigionato in Libia Max Goldi potrà rientrare in patria.

La Markwalder intende ribadire il suo punto di vista durante un incontro in Svizzera con la commissione Esteri italiana. “Questa visita si terrà in un clima particolarmente teso – scrive l’agenzia svizzera – dopo che Frattini si è recato a Tripoli, ventilando una proposta per aggirare la lista nera svizzera”.