Lega di Salvini riceve fondi dai servizi russi? L’allarme Usa, i sospetti nel dossier del Congresso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 gennaio 2018 9:41 | Ultimo aggiornamento: 11 gennaio 2018 9:41
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Lega di Salvini riceve fondi dai servizi russi? L’allarme Usa, i sospetti nel dossier del Congresso

ROMA – Lega di Salvini riceve fondi dai servizi russi? L’allarme Usa, i sospetti nel dossier del Congresso. Che Russia Unita, il partito di Putin, e la Lega di Matteo Salvini abbiano formalizzato un accordo di collaborazione non è un segreto, visto che è stato sottoscritto pubblicamente a marzo scorso. Questo allarma il Congresso americano preoccupato per le ingerenze politiche di Mosca sulla politica europea – prova ne sia un dossier appena pubblicato dai Democratici, ma la preoccupazione è bipartisan -, ed è altrettanto notorio. Nel dossier però si affaccia pesantemente il sospetto che la Lega Nord, proprio alla luce dei rapporti diretti con Russia Unita, riceva fondi dai servizi russi in vista delle prossime elezioni politiche. Lo segnala Paolo Mastrolilli su La Stampa.

Il documento dice che «il Cremlino ha lavorato per stabilire legami politici formali e influenza con partiti estremisti italiani. Ad esempio Russia Unita e Lega Nord, partito populista della destra radicale, hanno firmato un accordo di cooperazione nel 2017». Da qui il sospetto, ripreso da un articolo del Telegraph, che i leghisti abbiano preso anche soldi. «Mentre non ci sono prove conosciute – prosegue il rapporto – che M5S abbia ricevuto fondi da fonti legate al Cremlino, un funzionario della sicurezza italiana ha detto a Business Insider che “alcuni dei nostri partiti sono vulnerabili alle infiltrazioni. Non hanno l’esperienza, gli anticorpi, per contrastare servizi di intelligence così formidabili”». (Paolo Mastrolilli, La Stampa)

Insomma, le accuse sono pesanti: coerente con la strategia di difendere i propri interessi (estinguere le sanzioni europee per l’annessione della Crimea, dividere il fronte Nato, azioni militari in Medio Oriente) attraverso l’influenza diretta su risultati elettorali e il sostegno ai partiti populisti anti-establishment, Mosca manovrerebbe Lega Nord e M5S. Il dossier di 206 pagine a firma Ben Cardin, vicepresidente della commissione Esteri del Senato Usa, si intitola “L’assalto di Putin alla democrazia in Russia e in Europa: le implicazioni per la sicurezza nazionale americana”.

Le tre pagine dedicate al nostro paese sono illuminanti: “Negli ultimi anni, l’Italia ha visto il rilancio dei partiti populisti anti establishment, che hanno guadagnato appeal nella popolazione e ottenuto un certo successo elettorale. Alcuni di questi partiti sono forti sostenitori della politica estera favorevole al Cremlino, e hanno fatto un uso esteso delle fake news e le teorie cospirative nelle loro campagne mediatiche, spesso prendendole dai media di stato russi. Con le elezioni in arrivo nel 2018, l’Italia potrebbe essere un target per l’interferenza elettorale del Cremlino, che probabilmente cercherà di promuovere i partiti contrari a rinnovare le sanzioni europea per l’aggressione russa in Ucraina”.

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