L’Europa a Matteo Renzi: rispetta i patti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 febbraio 2014 19:30 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2014 19:30
Europa a Matteo Renzi: rispetta i patti

Olli Rehn

ROMA – Per ora è solo un premier incaricato e anche con “riserva”. Ma l’Europa manda subito un messaggio forte e chiaro a Matteo Renzi, messaggio che suona più o meno così: rispetta i patti. 

A parlare, come succede sin troppo spesso quando c’è da mettere il dito nella piaga dei conti pubblici italiani, è così il commissario agli affari economici Olli Rehn. E il senso di quello che dice il commissario è chiaro: cambierà pure il premier ma per l’Italia la “prescrizione medica” dell’Unione è sempre la stessa, prima di tutto risanare. Poi restare sotto quel 3% che tanto, complice una procedura di infrazione appena chiusa, sembra ossessionare chi tiene i conti nella Ue.

Così, a specifica domanda, Rehn risponde che il nuovo governo in Italia “deve ridurre il debito molto alto e, ancora più importante, sbloccare il formidabile potenziale di crescita e di dinamismo e innovazione delle imprese”.

Rehn non dimentica neppure per un istante il nostro punto debole:

“Sappiamo che il debito italiano è molto alto e fare altro debito non migliora la competitività economica dell’Italia”, ha detto Rehn. Il commissario ha poi precisato che “sta molto all’Italia stabilizzare il livello del debito e ridurlo”, e sbloccare il potenziale delle imprese è “una sfida vera per tutti i Governi italiani”.

Quindi l’invito a rispettare i trattati. Non appena sente nominare il rapporto deficit pil Rehn mette le mani avanti:

“L’Italia è un Paese profondamente europeista e confido che continuerà a rispettare i Trattati che comprendono anche quello di stabilità e crescita. Sono fiducioso che le istituzioni democratiche italiane faciliteranno la formazione di un nuovo governo e sono fiducioso che il nuovo governo affronterà il problema del debito elevato e della competitività”.

In attesa del governo, e del ministro economico che verrà, Rehn intanto incontra l’uscente Fabrizio Saccomanni. E l’oggetto dell’incontro sono, ovviamente i nostri conti pubblici. La Ue attende cifre più precise sulla spending review. C’è una data: il 25 febbraio. Data oltre la quale non si può andare. Ballano tre miliardi, quelli della clausola di salvaguardia. E non avere un governo, in questo momento, non ci aiuta.