M5S, mini scissione: Davide Borrelli fa partitino con ex leghisti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 febbraio 2018 10:35 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2018 10:40
Davide Borrelli farà un partito con ex leghisti. La mini-scissione M5S in Europa

M5S, mini scissione: Davide Borrelli fa partitino con ex leghisti

ROMA – Che l’eurodeputato Davide Borrelli fosse uscito dal Movimento 5 Stelle per “motivi di salute” è stata una giustificazione di comodo che non ha retto una giornata. Borrelli si è rifatto vivo – aveva staccato telefono e mail per un paio di giorni alimentando le voci più diverse – e ha chiarito che lascia per motivi politici, si dedicherà alla costruzione di un altro partito “un movimento, che nascerà a breve, e che si occuperà proprio di imprenditori e risparmiatori. Lo devo a loro, lo devo alla mia vita”, ha postato su Facebook accomiatandosi dagli ex compagni di viaggio.

Un nuovo partito, con chi? La risposta la offre la stessa storia di Borrelli – potente fino ad oggi nel Movimento perché insieme a Davide Casaleggio e a Massimo Bugani aveva le chiavi della piattaforma Rousseau – e la sua vicinanza a esponenti del mondo leghista. I suoi ex colleghi sparano a zero, sui bonifici non saldati, sulla sua voglia di essere rieletto per un secondo mandato a Bruxelles (sarebbe il terzo perché è stato già consigliere comunale) violando il regolamento interno…

Oggi il team che ha messo a lavoro Di Maio affronterà il capitolo Bruxelles sui bonifici. Intanto però fanno sapere che il movimento che ha in mente Borrelli dovrebbe essere fondato con l’imprenditore amico di Casaleggio, ex assessore a Roma, Max Colomban, assieme a ex leghisti veneti vicini al mondo delle pmi, con cui Borrelli ha sempre avuto ottimi rapporti. Chi lo conosce a Treviso già lo ha battezzato «Il Movimento Confapri», dall’associazione che riunisce le aziende della zona, fondata da Colomban e Arturo Artom, altro uomo-impresa amico dei Casaleggio. (La Stampa)

Tuttavia, Borrelli non è un peones qualunque: quale membro del triumvirato che controlla la scatola nera (Rousseau) del Movimento conosce dati, informazioni, segreti che può eventuale utilizzare per danneggiarlo. Resta la questione dei rimborsi, resta il fatto dei 17 iniziali della pattuglia grillina a Bruxelles ne sono rimasti 12.

A parte i primi mesi, sarebbe noto a tutti all’interno del Movimento che gli eurodeputati o non restituiscono affatto i mille euro al mese pattuiti a inizio legislatura, o comunque lo fanno con molta discontinuità. È anche per questo che non sarebbe mai stata aperta un’apposita sezione per le autocertificazioni su tirendiconto.it. (Huffington Post)

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