Mario Mauro: “Datagate? Se è vero, rapporti fra Italia e Usa compromessi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Luglio 2013 16:39 | Ultimo aggiornamento: 1 Luglio 2013 16:48
Mario Mauro: "Datagate? Se è vero, rapporti fra Italia e Usa compromessi"

Mario Mauro (LaPresse)

ROMA – Se gli Stati Uniti, secondo le ultime novità emerse dallo scandalo Datagate, hanno spiato col sistema Prism tutte le ambasciate europee, compresa quella italiana, “i rapporti tra Italia e Usa sarebbero compromessi”: lo ha detto il ministro della Difesa Mario Mauro a Repubblica Tv.

“Se siamo alleati – ha detto Mauro – se siamo amici non è accettabile che qualcuno all’interno di questo rapporto si comporti come una volta faceva l’Unione Sovietica con i suoi paesi satelliti”.

In mattinata, sul caso Datagate-Europa era intervenuto anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che aspetta “risposte soddisfacenti dagli Stati Uniti” su una questione che ha definito “spinosa”.

“È bene che la discussione cominci dalle istituzioni europee, forse per la prima volta si vedrà se esiste una politica estera europea. Di solito l’Europa cresce se viene messa con le spalle al muro”, ha continuato Mauro, che era intervenuto anche sulla questione dei caccia F-35: non è vero che il Canada e la Gran Bretagna vogliono ritirarsi dal programma degli F-35, ha detto il ministro. “Nell’ultimo vertice Nato i miei omologhi canadese e britannico mi hanno confermato la loro partecipazione e mi hanno addirittura chiesto di costituire una sorta di club dei paesi impegnati nel programma nell’ottica di un’economia di scala”.

Mauro ha ribadito che l’adesione italiana al programma degli F35 risale al 1998 e al governo D’Alema. “Il dibattito sugli F-35 va compreso all’interno di ciò che si sta facendo per mantenere in efficienza le nostre forze armate. Se vogliamo le forze armate, devono essere armate”. E alla domanda se non si potrebbe continuare a impiegare i velivoli già esistenti senza comprare i costosi F-35, il ministro ha risposto che “tutto ciò che può essere immaginato come riabilitazione dei vecchi velivoli, nei limiti della sicurezza di chi li usa, viene fatto dalle forze armate” ma ha aggiunto che bisogna pensare anche ad altri aspetti: “Un F-35 può essere molto più preciso nelle operazioni che compie rispetto ad alcuni aerei più vecchi come ad esempio il Tornado” limitando, quindi, gli effetti collaterali.

Quanto ai problemi tecnici rilevati su questo tipo di velivolo, il ministro ha spiegato che “il programma F-35 è molto complesso e si articola sull’utilizzo di prototipi” e che “appena c’è un difetto viene segnalato perché il programma arrivi a superarlo”.