Monti: “Manovra impopolare ma non abbiamo il problema delle elezioni”

Pubblicato il 9 Dicembre 2011 16:06 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2011 20:30

Mario Monti (Foto Lapresse)

BRUXELLES – A Bruxelles per la riforma del Trattato Ue, Mario Monti parla anche della manovra italiana. Si dice consapevole del fatto che la manovra contiene provvedimenti ”impopolari”, ma ricorda che il governo non ha il problema di presentarsi alle urne, ma solo quello di fare un buon lavoro. ”Sappiamo che ci sono forze politiche a disagio” e qualcuno dice ”nessuno di noi avrebbe portato avanti questa manovra’: ma lo dicono come ‘era proprio necessario’ farlo, ma nessuno avrebbe avuto modo di approvarle perché troppo impopolari”, ha spiegato il presidente del Consiglio.

Per quanto riguarda la due giorni a Bruxelles, il bilancio è questo: può darsi che non sia sufficiente un Trattato a 26 sui Bilanci europei, può darsi che la crisi e la speculazioni chiedano altro ancora. Ma “non mi sembra un vertice dei fallimenti”.

Mario Monti fa un bilancio positivo del vertice che si è appena concluso a Bruxelles. La manovra italiana ha avuto l’ok anche a livello europeo. E la cosa ha permesso, a giudicare dalle parole del premier, al nostro Paese di avere un ruolo di maggior peso nella trattativa che a Bruxelles ha portato all’intesa su un Trattato di bilancio che esclude solo la Gran Bretagna.

Non solo, Monti in conferenza stampa precisa che gli eurobond, i titoli targati Ue, non sono affatto finiti nel dimenticatoio. Il messaggio sembra rivolto agli altri partner europei, quei paesi che volevano ”sopprimere in culla l’idea stessa”. Ossia, soprattutto, la Germania. “Il lavoro va avanti”, spiega Monti, e alla fine ”è prevalsa l’idea che sarebbe incoerente per una zona integrata a livello fiscale” escludere che in futuro non si creino.

Dopo una nottata di trattative, volte soprattutto a evitare il “no” (senza successo) della Gran Bretagna, Monti ha anche spiegato che la manovra  ”ha consentito all’ Italia di affrontare con maggiore serenità e dare un contributo più attivo e accettato dagli altri, le giornate di ieri e oggi così importanti per avviare a soluzione sistemica la crisi eurozona”. Monti ha parlato esplicitamente degli sforzi fatti con il premier britannico David Cameron:  ”L’Italia e io personalmente avremmo preferito una impostazione totalmente comunitaria con una modifica trattato che fosse a 27, questo non è stato possibile ma mi sono dedicato parecchio, questa notte, per trovare una mediazione tra Gb e Eurozona”.

Per quanto riguarda il ruolo di ‘agente’ della Bce per l’attuale fondo salva-Stati, l’Efsf, e per il futuro Esm, secondo Monti ”è sicuramente un fatto tecnico, non credo ci sia dietro un significato politico salvo quello che è scritto nel trattato di essere il più di aiuto possibile per la solidità dell’euro”. Monti ha ricordato come la Bce abbia preso decisioni molto significative sui flussi di finanziamento alle banche che costituiscono un altro pezzo delle misure prese ”in questa settimana di scatto per l’Europa”.

Il premier infine ha annunciato che a gennaio prossimo è stato fissato un incontro a tre a Roma con Merkel e Sarkozy. A un giornalista ha risposto che, riguardo la manovra, l’iter parlamentare non ne cambierà né i saldi ma neanche la struttura. Come dire che il pacchetto resterà pressoché intoccabile. Monti ha poi aggiunto che la manovra non è stata fatta per “perversione personale” ma perché all’Italia serviva uno scatto.