“La Germania ci dia di più o l’Ue si ribellerà”: Monti avvisa la Merkel

Pubblicato il 11 Gennaio 2012 11:05 | Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2012 11:06

Mario Monti (Lapresse)

ROMA – La Germania deve concedere più vantaggi, non può pensare di guidare da sola l’Unione europea. Il rischio è che gli altri paesi dell’unione si “ribellino” alle decisioni della Germania. Queste sono le idee che Mario Monti ha “confidato” al quotidiano Die Welt preparandosi all’incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Il premier italiano è convinto che la crisi non sia dell’euro, valuta ancora stabile grazie all’indipendenza della Banca centrale europea. Il problema è la crisi finanziaria legata al debito dei singoli stati che la compongono. Una crisi che non nasce in Europa, ma che è stata importata dagli Stati Uniti.

Parlando dell’asse tedesco-francese tra la Merkel e NIcolas Sarkozy nella gestione della crisi dell’eurozona, Monti ha detto: “Se Germania e Francia svolgessero un ruolo di impulso, allora andrebbe anche bene, perché in tal caso ne beneficerebbe l’intera Europa. Allora però, come in passato, entrambi i paesi dovrebbero comportarsi in modo da coinvolgere e non da escludere altri Stati. Il rischio è che si verifichi proprio la seconda ipotesi. Certamente, i due Stati che guidano l’Europa non dovrebbero essere troppo autoritari. – ed ha aggiunto –  Un’Europa bipolare sarebbe in realtà una cattiva Europa. I due farebbero un grave errore se pensassero di poter dominare da soli l’Europa. L’Europa deve avere più centri. E l’Italia è uno di questi”.

Monti pretende dalla Germania un maggio rispetto delle istituzioni europee: “Prendiamo l’esempio del famoso incontro di Deauville tra la signora Merkel e il signor Sarkozy. Sicuramente è stato creativo. Ma ciò che è stato discusso in quell’occasione non è stato assolutamente applicato conformemente alle regole dell’Ue. È stata un’azione individualista e non coerente. Di fondamentale importanza per l’Europa è l’assoluto rispetto delle regole. E ciò vale in particolare proprio per i Paesi più forti. Se i Paesi più forti violano le regole – come ha fatto la Germania nel 2003 – poi non ci si può aspettare che gli altri le rispettino. I Paesi più forti hanno una grande responsabilità. In Europa non l’hanno sempre rispettata fino ad ora. E questo lo rivendicheremo”.

Il premier italiano ha comunque sottolineato il suo amore per la Germania e l’importanza del suo ruolo in Europa: “Amo molto la Germania. Soprattutto per le sue enormi conquiste, per la sua economia di mercato sociale. È un modello straordinario. La Germania lo ha sviluppato e poi lo ha esportato in Europa, e questo in tre tappe: i Trattati di Roma del 1957, il Trattato di Maastricht e poi il Trattato di Lisbona. La Germania è il paese che ha dato di più all’Europa – cioè un modello di società funzionante e ben equilibrato”.