Monti: “Preoccupato dai toni anti-tedeschi. Resto fino al 2013 e salvo l’Italia”

Pubblicato il 5 agosto 2012 11:54 | Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2012 15:21
Mario Monti

Mario Monti (LaPresse)

BERLINO – L’intenzione dichiarata è quella di rimanere in sella fino al 2013, ma Mario Monti ha un altro cruccio: quello del “sentimento anti-tedesco” che causa crisi e “nein” di Angela Merkel e Bundesbank cresce in Italia e non solo. Il presidente del Consiglio, forse non per caso, del suo cruccio ne parla proprio ad un giornale tedesco, il Der Spiegel in una lunga intervista in cui spiega che l’Italia, dalla Ue si aspetta “sostegno morale” e non aiuti economici.

‘Se tutto va secondo i piani , resterò in carica fino aprile 2013 e spero che per allora avrò potuto salvare l’Italia dalla rovina finanziaria” spiega Monti  alla Spiegel.

Anche se in relazione alla Grecia resta un certo rischio, ”dopo una lunga preparazione, al recente vertice di Bruxelles di fine giugno abbiamo raggiunto complessivamente buoni risultati, che dovrebbero permettere ai mercati di avere uno sguardo migliore su quanto sia realmente solida l’eurozona”.

”Nei mesi scorsi mi ha molto preoccupato – ha spiegato Monti – e l’ho raccontato alla cancelliera Merkel, il crescente risentimento del Parlamento italiano contro l’Europa, contro l’euro e contro i tedeschi”. Secondo Monti, le preoccupazioni tedesche e del nord Europa sul fatto che gli aiuti della Bce ai Paesi deboli dell’eurozona possano rallentare i processi di riforme e risanamento ”sono infondate”.

”Le tensioni che hanno accompagnato negli ultimi anni l’eurozona recano gia’ i tratti di una dissoluzione psicologica dell’Europa”, ha paventato il premier: ”Dobbiamo lavorare duramente per arginare questa tendenza. Se paragonassi l’Europa a una cattedrale, l’euro sarebbe finora la sua guglia piu’ perfetta”.  Se la moneta unica ”diventasse un fattore disgregante, allora i fondamenti del progetto di Europa sarebbero distrutti. Per questo – ha considerato Monti – il compito piu’ urgente di un capo di Stato e’ quello di chiarire ai suoi concittadini la situazione reale dell’eurozona e non di cedere ai vecchi pregiudizi”.

”Se lei leggesse le condizioni poste dai fondi salva-Stati europei o anche solo le dichiarazioni della Bce dello scorso giovedì,  – ha infatti spiegato il premier – ammetterebbe che tali preoccupazioni sono infondate. Se avessi dovuto tenere in considerazione le posizioni del Parlamento italiano”, dal quale ”avevo avuto indicazioni di far passare gli eurobond” – ha detto Monti – ”non avrei dovuto dare il consenso italiano nell’ultimo consiglio europeo” di fine giugno. Il premier ha spiegato che ”ogni governo ha il dovere di guidare il proprio parlamento”, anche perché se i governi seguissero ”esclusivamente le decisioni dei parlamenti la rottura dell’Europa sarebbe piu’ probabile della sua integrazione”.

Se la moneta unica diventa un fattore disgregante, ”allora i fondamenti del progetto di Europa sono distrutti”, prosegue poi il premier mettendo in guardia sul fatto che ”le tensioni che hanno accompagnato negli ultimi anni l’eurozona recano già’ i tratti di una dissoluzione psicologica dell’Europa”.

“Il nostro debito pubblico – aggiunge ancora il premier Monti – quest’anno ha raggiunto il 123,4% del pil. Senza i contributi (per i fondi salva-Stati e i prestiti concessi ai Paesi in crisi) saremmo al 120,3%”, ha aggiunto.

Poi Monti conclude parlando di ferie: “Ho solo sei giorni di vacanza e spero non saltino. Guardo comunque con rilassatezza all’estate”, ha concluso il presidente del Consiglio.