Martin Selmayr, il caso della nomina: la Commissione Europea non ha seguito le regole

di Redazione blitz
Pubblicato il 7 Settembre 2018 7:03 | Ultimo aggiornamento: 6 Settembre 2018 17:17
Martin Selmayr

Martin Selmayr, la Commissione Europea non ha seguito le regole

ROMA – La Commissione europea non ha seguito le regole nella procedura di nomina di Martin Selmayr, il delfino di Jean-Claude Junker, a Segretario generale. Emily O’ Reilly, ombudsman dell’Unione Europea ha sostenuto che la Commissione Europea, affrettando la promozione di Selmayr, soprannominato il “mostro”, a Segretario generale, ha messo a repentaglio la propria reputazione.

Prima della promozione lampo il 21 febbraio, avvenuta senza che i commissari fossero stati preventivamente informati, Selmayr era a capo dello staff di Juncker: l’avvenimento aveva sollevato numerose critiche e in un duro report, ora l’ombudsman ha identificato quattro capi di “cattiva amministrazione”.

“La Commissione ha creato un senso d’urgenza artificiale per riempire il posto di Segretario generale al fine di giustificare la non pubblicazione del posto vacante. La Commissione ha anche organizzato una procedura di selezione del vice-segretario generale non per riempire quel ruolo ma per permettere la nomina rapida in due fasi di Selmayr a Segretario generale” ha scritto la O’Reilly e aggiunto che l’indagine è “basata sull’analisi di migliaia di pagine di documenti interni della Commissione e mostra i passi compiuti per rendere normale il procedimento della nomina”.

Una strategia che ha rischiato di mettere a repentaglio il record di alti standard amministrativi dell’UE e, di conseguenza, la fiducia del pubblico.

La relazione ha tuttavia rilevato che l’inchiesta non ha riguardato alcuna valutazione su Selmayr, che la O’Reilly riconosce come funzionario competente e dedicato al progetto europeo.

Ashley Fox, leader del gruppo dei deputati conservatori, ha dichiarato:”Di fronte a questa relazione, la Commissione europea deve smettere di protestare difendendo la sua innocenza e ammettere che ha piegato le regole per garantire la nomina di Selmayr”.

“Jean Claude Juncker dovrebbe ora comparire davanti al Parlamento europeo per spiegare cosa è andato storto, chi è stato il colpevole e come impedire che si ripeta”.

Selmayr, delfino di Juncker, si è guadagnato il soprannome “mostro” poiché è infaticabile ma in molti ritengono sia addirittura il “presidente ombra”.

Il ruolo che ricopre attualmente è decisivo. Il segretario generale della commissione coordina il lavoro di 20mila funzionari e 27 i commissari per garantire che seguano la linea del presidente della Commissione. Tutte le dichiarazioni, tutte le decisioni, tutte le trattative con gli altri organi europei e gli Stati passano da questa figura chiave.