Matrimoni gay in Gran Bretagna, anche Blair li vuole

Pubblicato il 11 Marzo 2012 12:49 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2012 12:50

LONDRA – Nel 2007 si e' convertito al cattolicesimo e quando era primo ministro ha introdotto le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Ora Tony Blair si spinge ancora piu' avanti, appoggiando la legalizzazione dei matrimoni tra omosessuali in Gran Bretagna.

Una sfida aperta al papa e ai cattolici, che si sono veementemente opposti alla proposta del premier conservatore David Cameron. La proposta non piace neppure ai vertici della chiesa d'Inghilterra, che nonostante molti dei suoi parroci e decani sia a favore del cambiamento, restano fermamente contrari.

Proprio oggi, a tutti i cattolici d'Inghilterra e Galles verra' letta in chiesa la lettera di due arcivescovi in cui spiegano che la nuova legge metterebbe a repentaglio l'istituzione del matrimonio e la famiglia. Ma nonostante cio', secondo quanto rivela oggi l'Independent on Sunday, Blair avrebbe detto ai suoi amici di ''appoggiare con decisione la proposta del primo ministro''.

Blair, responsabile per l'introduzione delle leggi sulla partnership civile per gli omosessuali e per aver abbassato l'eta' del consenso per un rapporto gay a 16 anni, si era finora tenuto fuori dal dibattito sui matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Nonostante l'opposizione degli ecclesiastici, Cameron e persino alcuni dei suoi ministri piu' conservatori restano a favore della legalizzazione. Lynne Featherstone, il sottosegretario che lancera' la consultazione pubblica sull'argomento questo mese ha dichiarato che il matrimonio e' una questione ''delle persone'' e non della chiesa.