Merkel lascia la presidenza Cdu dopo la batosta alle elezioni in Assia. Ma resta cancelliera

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 ottobre 2018 11:08 | Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2018 12:26
Merkel lascia la presidenza Cdu dopo la batosta alle elezioni in Assia. Ma resta cancelliera

Merkel lascia la presidenza Cdu dopo la batosta alle elezioni in Assia. Ma resta cancelliera

ROMA – La cancelliera tedesca Angela Merkel sarebbe disponibile a rinunciare alla guida del suo partito, la Cdu, dopo le pesanti perdite elettorali in Assia, al prossimo congresso della Cdu di dicembre. L’ex capogruppo dell’Unione, Friedrich Merz, sarebbe pronto a candidasi alla presidenza della Cdu al prossimo congresso.

Sarebbe disposta Angela Merkel a fare un passo indietro nel partito ma non a rinunciare alla guida dell’esecutivo, la Grosse Koalition che governa il paese, dopo i pesanti crolli nei consensi di Cdu e socialdemocratici, prima in Baviera e in Assia ieri.

Le urne dell’Assia consegnano l’ennesimo schiaffo ad Angela Merkel, come ampiamente previsto dai sondaggi: la Cdu tocca il risultato peggiore dal 1966 e vede trionfare gli alleati Verdi. La Cdu passa dal 38,3% dei consensi del 2013 al 27%. La Spd (i socialdemocratici) affondano al 19,8% dal 30,7% (-10,9%), i Verdi guadagnano l’8,7% attestandosi al 19,8%, superando al photofinish la Spd (94 voti).

Grande affermazione (+9%) per Afd il partito di destra catalizzatore di  euroscettici e xenofobi che raggiunge il 13,1%. “L’Afd è il primo vincitore delle elezioni in Assia” perché “con il 9% in più abbiamo avuto la crescita maggiore” più ancora dei Verdi, ha detto l’eurodeputato della Afd, Joerg Meuthen, nel corso di una conferenza stampa post-elettorale a Berlino.I liberali di Fdp sono al 7,5% (+2,5%), la sinistra di Linke al 6,3%

Merkel, in qualche modo, sconfesserebbe se stessa, il convincimento cioè che cancelleria e presidenza del partito dovessero essere nella stessa mano. Del resto gli undici punti percentuali persi nel ricco land che include Francoforte obbligano a un ripensamento totale di rapporti di forza ed alleanze.