Merkel off the record. Italia pronta a farsi saltare pur di far saltare la Ue

di Riccardo Galli
Pubblicato il 29 ottobre 2018 9:44 | Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2018 9:52
Merkel of the record. Italia pronta a farsi saltare pur di far saltare la Ue

Merkel of the record. Italia pronta a farsi saltare pur di far saltare la Ue

ROMA – Merkel off the record, un paio di cronache, più di un paio, un paio e più di cronache da Bruxelles e da Berlino raccontano contemporaneamente di una cancelliera tedesca molto molto prudente con l’Italia a trazione e guida Salvini-Di Maio. Prudente della prudenza che si adotta quando si maneggia o ci si trova vicini ad un ordigno, una bomba, qualcosa che può esplodere.

Off the record, cioè con la formula che si adotta quando si vuol dire una cosa ma non la si vuole dire in maniera ufficiale, offe the record riportano le cronache che Angela Merkel ha detto, spiegato a se stessa e ai suoi interlocutori che l’Italia è “pronta  farsi saltare pur di far saltare la Ue”.

Attenzione a quel “pur”. E’ il nocciolo della questione. Se l’analisi è esatta, se la percezione è corretta, obiettivo primario e strategico di Salvini-Di Maio non è tanto e solo stampare moneta sotto forma di deficit da distribuire agli elettori. Obiettivo strategico è far saltare la Ue. Passare da una Unione Europea ad un’area europea di accordi economici in cui i vincoli unitari non ci sono più.

E per far saltare la Ue non bastano, se pur arriveranno sufficienti, i voti ai partiti sovranisti nelle elezioni di maggio. Ci vuole di più per far saltare il banco. Ci vuole una sfiducia generalizzata e motivata nell’euro, nei vincoli reciproci che sostengono l’esistenza della moneta comune. Ci vuole una crisi dei bilanci comuni che induca tutti a mollare ogni idea di bilanci comuni e quindi di reciproci controlli.

Per ottenere questo risultato l’Italia dovrebbe sui mercati funzionare da bomba finanziaria. Fare come quel Pietro Micca che per far saltare la fortezza nemica percorse con la torcia i sotterranei fino alla santa barbara e fece esplodere la polvere nera e la fortificazione. Piero Micca poi narrato dalla storia come eroe che sacrifica se stesso alla causa nobile. Ogni Pietro Micca della storia e nella storia ha la possibilità di essere iscritto nell’albo degli eroi vittoriosi. O dei kamikaze inutili e ottusi. Dipende da chi vince.

Davvero l’Italia disposta a far saltare se stessa pur di far saltare la Ue? Sì, e anche no. Sì, decisamente sì se la linea è quella Savona-Di Maio. Quella che attacca Draghi come nemico del popolo, quella che pretende la Bce e gli altri europei paghino, comprino il debito italiano. Ed europei infami e crudeli se non pagano agli italiani la pensione a 62 anni. Ecco questa linea è consapevolmente in Savona e a sua insaputa in Di Maio la linea del farsi saltare pur di far saltare.

E’ la linea che porta dove la Banca Centrale tedesca (cui non dispiacerebbe per nulla che gli italiani vi si incamminassero) dice. La linea che porta ad una sorta di prestito forzoso in Italia. Prestito forzoso allo Stato di parte del risparmio privato e delle famiglie. Di qua 2.500 miliardi di debito pubblico che non si riesce a gestire, 400 e passa miliardi l’anno di titoli pubblici che non si riescono a piazzare se non a tassi altissimi, un deficit che altro che 2,4 per cento ma tre per cento o giù di lì. E di là cinquemila e passa miliardi di risparmi privati degli italiani.

Banca centrale tedesca  dice: italiani compratevi voi il vostro debito con il 20 per cento dei vostri risparmi. Obbligati a farlo. E’ un invito. Sgradito e sgraziato. Ma è dove ci porta la linea Savona-Di Maio. Ce n’è un’altra? Se è quella Mattarella-Tria, allora è una linea debole che sarà travolta. C’è una linea Salvini non kamikaze? Saperlo…