Migranti, l’accordo col buco: i centri raccolta sono volontari. Ma nessuno li vuole in casa

di Lucio Fero
Pubblicato il 29 giugno 2018 9:15 | Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2018 9:15
Migranti, l'accordo col buco: i centri raccolta sono volontari. Ma nessuno li vuole in casa (foto Ansa)

Migranti, l’accordo col buco: i centri raccolta sono volontari. Ma nessuno li vuole in casa (foto Ansa)

ROMA – Migranti, l’accordo col buco. L’accordo al vertice Ue tra i 28 paesi sui migranti è stato annunciato, salutato, quasi festeggiato. L’accordo sui migranti, un documento comune firmato da tutti, quasi un frutto proibito stante i dissidi, i litigi, gli interessi divergenti, gli opposti nazionalismi. La previsione [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]  era del fallimento del vertice, addirittura della concreta possibilità che la Ue ripristinasse le sue frontiere interne, la cosiddetta fine di Schengen. E invece il frutto insperato è maturato nella notte tra capi di Stato e di governo. Ma è una mela con il baco.

Accordo con il buco, mela con il baco: buco e baco sono entrambi in quella parolina che compare all’articolo 6 del documento comune. La parolina è “volontari”. Volontari saranno i centri o hot spot o comunque li si vorrà chiamare dove saranno accolti, stipati, censiti, divisi, controllati, autorizzati a restare in Europa o rispediti indietro i migranti. Volontari, cioè questo centri o hot spot se li mette in casa chi vuole. E chi non non vuole in casa non si mette niente e nessuno.

E chi vuole, chi sono al momento i volontari? In Nord Africa nessuno: Tunisia ed Egitto hanno ufficialmente escluso. Libia? E chi e cosa è oggi la Libia? E comunque per simili Centri identificazione, assistenza, accoglienza e respingimento chiamati a gestire migliaia e migliaia di persone ciascuno (se non decine di migliaia) ci vorrebbe oltre al sì dello Stato in questione, anche personale sanitario, amministrativo e logistico europeo. E forza militare europea a protezione. Nessuno Stato africano al momento vuole queste piccole colonie europee in patria e nessuno in Europa al momento ha voglia davvero di imbarcarsi in simili spedizioni oltremare. L’idea europea è quella di pagare perché in Africa qualcuno si resti e faccia. Idea per ora molto fumosa e poco finanziata.

E i volontari in Europa? Chi se li mette in casa i Centri migranti? Giuseppe Conte, il più soddisfatto dei premier per l’esito del vertice, ha detto al riguardo un “dobbiamo decidere, vedere, comunque nessuno ci invita a farlo”. Insomma l’Italia non ha gran voglia di mettersi in casa Ho Spot al cubo. Sai che effetto dopo la applaudita durezza di Salvini ritrovarsi con più migranti sul territorio…

Quindi l’Italia non è tra i volontari. La Francia? Macron ha detto no, grazie. La Spagna e la Germania? Hanno gentilmente declinato in nome dell’abbiamo già dato. L’Europa del Nord non ci pensa nemmeno, quella dell’Est ha fatto mettere nel documento comune che trattato di Dublino non si cambia se non all’unanimità e trattato di Dublino è quello per cui Italia, Spagna e Grecia i migranti se li tengono se sbarcati da loro e sono…migranti loro.

In Europa volontari non ce n’è. Altrimenti non scrivevano centri volontari nel testo dell’accordo. Se c’erano volontari scrivevano nome e cognome dei volontari. I Centri migranti volontari che nessuno vuole non sono un particolare, sono il pilastro dell’accordo. L’accordo in linea di principio dà ragione all’Italia: chi sbarca in Italia è problema europeo, tanto è vero che Europa istituirà Centri per identificare, controllare, accogliere, rimpatriare… Ma senza Centri, con i Centri volontari senza Stati volontari l’accordo è un salvagente con il buco, una mela con il baco.

Su una cosa però l’accordo c’è ed è concreto. Qui non è questione di volontari, qui ormai praticamente nessuno dubita. Quel qui è il bando di fatto alle navi Ong del Mediterraneo tra l’Africa e la Sicilia. Italia e Malta sbarrano i porti alle navi Ong non solo quando sono cariche di migranti. Accadrà anche quando queste navi cercheranno appoggi logistici di ogni tipo. L’accordo di Bruxelles dice che le navi Ong devono obbedire alle leggi degli Stati e gli Stati europei non vogliono più, proprio non vogliono più che navi Ong vadano a prendere migranti al largo della Libia o della Tunisia o dove che sia.