Migranti: sulla riforma di Dublino (diritto d’asilo) no di Italia e paesi dell’Est. Ma per motivi opposti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 giugno 2018 11:40 | Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2018 11:50
Migranti: sulla riforma di Dublino (diritto d'asilo) no di Italia e paesi dell'Est. Ma per motivi opposti

Migranti: sulla riforma di Dublino (diritto d’asilo) no di Italia e paesi dell’Est. Ma per motivi opposti

ROMA – Di nuovo stallo europeo sui migranti nelle riunioni in Lussemburgo che precedono il vertice dei leader dei 28 paesi membri di fine giugno, vertice che avrebbe dovuto riformare il trattato di Dublino, quello che disciplina il diritto d’asilo e le regole dell’accoglienza. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Il ministro dell’Interno italiano Salvini ha disertato gli incontri imponendo un no secco a ogni compromesso, in particolare quello presentato dalla presidenza bulgara per una “cooperazione rafforzata”.

Per motivi opposti a quelli italiani, no anche dai paesi dell’Est, il cosiddetto gruppo Visegrad, contrari cioè alla ripartizione dei migranti e ai ricollocamenti obbligatori dei profughi tra tutti gli stati membri, cui si aggiungono i no dell’ultima ora della Germania – che pure con i paesi del nord mirava a una sintesi tra le richieste dei paesi di primo ingresso (Italia, Grecia) e Visegrad – e dei tre paesi baltici.

Il vertice di fine giugno rischia di partire già affossato: fino a settembre quando l’Austria guiderà il semestre europeo – Vienna esprime un governo di destra e ha già annunciato misure super restrittive nella politica di accoglienza – a meno di accordi in extremis, resterebbe in vigore l’attuale sistema di regole Dublino III.

Senza quote e senza i rigidi vincoli sui controlli. «Ma a quel punto – dice un diplomatico di un grande Paese – rimarrebbero anche i controlli alle frontiere interne di Schengen, necessari per evitare i movimenti secondari di migranti da un Paese all’altro». (La Stampa)

Tre gli scenari che potrebbero emergere dal vertice dei leader dei 28, di fine giugno, sul futuro della riforma del regolamento di Dublino. A Lussemburgo, dove i ministri dell’Interno dell’Ue domani torneranno a discutere del dossier ancora in stallo, fonti diplomatiche di diversi Paesi, fanno pronostici.

Da un lato c’è chi, interpretando le parole della cancelliera Angela Merkel, vede una possibile soluzione attraverso una cooperazione rafforzata, da sviluppare attorno ad una coalizione di ‘Paesi volenterosi’, che porterebbe, tra la sue conseguenze una ridefinizione dell’area Schengen, di cui Italia e Paesi mediterranei farebbero parte.

Altri immaginano che l’ultima proposta di revisione del regolamento di Dublino, messa sul tavolo dalla presidenza bulgara, possa essere imposta con un voto a maggioranza qualificata. Altri ancora scommettono che nei prossimi mesi l’attenzione si sposterà su protezione delle frontiere esterne e rimpatri, col compito alla presidenza austriaca (al via a luglio) di rimettersi al lavoro sul dossier, ma con calma.