Migranti: sono più quelli rispediti in Italia da Germania, Francia e Austria di quelli che sbarcano

di Dini Casali
Pubblicato il 9 maggio 2019 10:14 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2019 12:20
Migranti: sono più quelli rispediti in Italia da Germania, Francia e Austria di quelli che sbarcano

Migranti: sono più quelli rispediti in Italia da Germania, Francia e Austria di quelli che sbarcano

ROMA – Dal primo gennaio all’8 maggio 2019 sono sbarcati in Italia, con i barconi della fortuna via mare, 857 migranti: nello stesso arco di tempo ben 710 sono stati i migranti rispediti nel nostro Paese soltanto dalla Germania. Considerando quelli che vengono rispediti dall’Austria (in percentuale la nazione che ce ne restituisce di più) e quelli dalla Francia, è facile concludere (è il titolo dell’inchiesta di oggi del Sole 24 Ore) che i migranti rispediti in Italia sono molti di più di quelli che sbarcano.

Il numero dei migranti che come primo approdo europeo avevano scelto l’Italia ma poi si sono trasferiti in Germania proviene direttamente dal ministero dell’Interno tedesco (in risposta a un’interrogazione parlamentare di una deputata): il trattato di Dublino, che l’Italia non è mai riuscita a far modificare, prevede infatti che i migranti debbano chiedere asilo e rimanere nel territorio del primo paese dove sono giunti o sbarcati. 

Se questi cosiddetti “dublinanti” attraversano la frontiera italiana e vengono intercettati in un altro paese europeo, questo ha tutto il diritto di rimandarli indietro dove per la prima volta gli sono state prese le impronte digitali e hanno iniziato le prime pratiche per l’ottenimento dell’asilo.

A questo proposito, se c’è qualcuno che può vantare “successi” nel conseguire il maggior numero di espulsioni questa è proprio la Germania: solo nel 2018 ha ottenuto che gli altri paesi membri si riprendessero 35mila irregolari (perché non in regola con Dublino, 2.848 persone solo l’Italia), e rispetto al 2017 la quota di espulsioni è aumentata dal 15,1 al 24,5%. “La pacchia è finita, ma per l’Italia”, conclude Valentina Furlanetto sul Sole 24 Ore. (fonte Sole 24 Ore)