Migranti, sbarcati tutti 450 di Pozzallo. Ma Ue sconfessa Salvini: “Porti libici non sicuri”

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 luglio 2018 16:22 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2018 17:16
Migranti, sbarcati tutti 450 di Pozzallo. Ma Ue sconfessa Salvini: "Porti libici non sicuri"

Migranti, sbarcati tutti 450 di Pozzallo. Ma Ue sconfessa Salvini: “Porti libici non sicuri”

RAGUSA – Sono tutti a terra i 450 migranti giunti a Pozzallo (Rg) sulle navi Monte Sperone e Protector. Prima i 184 uomini della Protector e successivamente anche i 209 della Monte Sperone, sono tutti sbarcati in attesa di essere smistati. L’autorizzazione del Viminale è arrivata domenica sera, poco dopo la mezzanotte. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]

Uno dei migranti, un ventenne eritreo, ha la polmonite ed è stato ricoverato nel reparto di Medicina dell’ospedale di Modica. Insieme a lui c’erano 128 minori non accompagnati, 3 minori accompagnati, 44 donne e 272 uomini. In totale 447 persone di cui 291 proverrebbero dall’Eritrea e 92 dalla Somalia. Altri migranti vengono da Nigeria, Bangladesh, Algeria, Libia, Siria, Egitto. Quattro giovani sarebbero morti durante la traversata, secondo le drammatiche testimonianze raccolte dagli operatori dell’Oim all’hotspot di Pozzallo.

Ora sono al lavoro gli uomini della Prefettura e della Questura per i ricollocamenti dei migranti negli altri paesi europei. Anche l’Irlanda, oltre alle prime “volenterose”, Francia, Malta e Germania,  farà la sua parte nell’accoglienza ed è pronta a farsi carico di 20 dei migranti sbarcati. “Oggi per la prima volta potremo dire che sono sbarcati in Europa”, ha affermato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “E’ una vittoria politica”, ha certificato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, artefice a distanza del braccio di ferro con l’Europa. Da Mosca, dove si è recato per assistere alla finale dei Mondiali, Salvini è tornato a “criminalizzare” le navi ong, bandite dall’Italia. E ha chiesto che l’Ue riconosca come “sicuri i porti libici”. “C’è questa ipocrisia di fondo – ha detto – in Europa per cui si danno soldi ai libici, si forniscono le motovedette e si addestra la Guardia costiera ma poi si ritiene la Libia un porto non sicuro. È un bipolarismo che va superato”.

Ma dall’Europa la richiesta è stata subito sconfessata: “Nessuna operazione europea o nave europea fa sbarchi in Libia perché noi non consideriamo la Libia un porto sicuro”, ha detto il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas. Apprezzamento tuttavia è stato manifestato per il lavoro svolto dal premier Giuseppe Conte: “Confermiamo di avere ricevuto la lettera del premier Conte che è stata indirizzata ai presidenti Tusk e Juncker. Nella lettera chiede di dare attuazione immediata alle conclusioni raggiunte al Consiglio europeo e a breve risponderemo”. “In generale – conclude – e senza entrare nei dettagli, la Commissione condivide pienamente il senso di urgenza ed è impegnata nel dare seguito velocemente alle conclusioni raggiunte del Consiglio per quanto ci compete”.