Migranti: intesa Ue, i 12 punti. L’Italia salva la faccia ma ottiene solo lo stop alle ong

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 giugno 2018 14:14 | Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2018 14:15
Migranti: intesa Ue, i 12 punti. L'Italia salva la faccia ma ottiene solo lo stop alle ong

Migranti: intesa Ue, i 12 punti. L’Italia salva la faccia ma ottiene solo lo stop alle ong

ROMA – “Le politiche europee condannano le persone a rimanere intrappolate in Libia o ad annegare”, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] denuncia Medici senza Frontiere criticando la nuova intesa tra i 28 paesi della Ue sull’accoglienza dei migranti. E’ davvero così, cosa hanno concordato concretamente i capi di governo europei all’ultimo Consiglio Ue?

Di sicuro, l’accordo non segna significativi passi in avanti in senso solidale e mutualistico, limita fortemente le azioni di salvataggio in mare delle Ong obbligate a non interferire sulle attività della guardia costiera libica. Soprattutto scongiura la fine di Schengen e il ritorno delle frontiere nazionali nello spazio aperto della Ue. Ma sui centri di accoglienza il massimo del compromesso è il loro insediamento su base volontaria. E già Francia e Germania si sfilano perché ritengono la questione di pertinenza dei paesi di primo arrivo.

Il premier Conte esulta (“L’Italia non è più sola”) consapevole che un compromesso non era scontato, Salvini è scettico perché semplicemente non si fida. E in effetti, a parte aver messo il dito sulla ferita che più brucia nell’Unione, Roma non ottiene la distribuzione obbligatoria di tutti i migranti, ma solo quella volontaria dei rifugiati, sarà costretta ad aprire nuovi campi e accetta i ritorni nel nostro Paese delle persone scappate in Germania e Austria.

I 12 punti dell’intesa. Sono 12 i punti del documento adottato dai capi di Stato e di governo dell’Ue sui migranti. La questione, si sottolinea, è “una sfida, non solo per il singolo Stato membro, ma per l’Europa tutta” e il “buon funzionamento della politica dell’Unione presuppone un approccio globale che combini un controllo più efficace delle frontiere esterne, il rafforzamento dell’azione esterna e la dimensione interna”.

* MEDITERRANEO CENTRALE: su questa rotta, recita il testo, dovrebbero essere maggiormente intensificati gli sforzi per porre fine alle attività dei trafficanti dalla Libia o da altri Paesi. L’Ue “resterà al fianco dell’Italia e degli altri Stati membri in prima linea a tale riguardo”. Previsto inoltre un maggiore sostegno a favore della regione del Sahel, della guardia costiera libica, delle comunità costiere e meridionali.

* PIATTAFORME: Occorre un nuovo approccio allo sbarco di chi viene salvato in operazioni di ricerca e soccorso, basato su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri. Consiglio e Commissione devono esaminare rapidamente il concetto di piattaforme di sbarco regionali, in stretta cooperazione con i Paesi terzi interessati e con l’Unhcr e l’Oim. Tali piattaforme dovrebbero agire operando distinzioni tra i singoli casi, nel pieno rispetto del diritto internazionale. Nel territorio dell’Ue coloro che vengono salvati dovrebbero essere presi in carico sulla base di uno sforzo condiviso e trasferiti in centri sorvegliati istituiti negli Stati membri, unicamente su base volontaria. L’obiettivo è distinguere i migranti irregolari, che saranno rimpatriati, dalle persone bisognose di protezione internazionale. Tutte le misure nel contesto di questi centri sorvegliati, ricollocazione e reinsediamento compresi, saranno attuate “su base volontaria”, lasciando impregiudicata la riforma di Dublino.

* PARTENARIATO CON L’AFRICA: Per affrontare alla radice il problema della migrazione è necessario un partenariato con l’Africa volto a una trasformazione socioeconomica sostanziale del continente africano. Sancito il trasferimento al Fondo fiduciario dell’Ue per l’Africa di 500 milioni di euro dal fondo europeo di sviluppo.

*FRONTIERE ESTERNE: Gli Stati membri devono assicurare il controllo efficace delle frontiere esterne dell’Ue con il sostegno finanziario e materiale dell’Unione. Necessario anche intensificare il rimpatrio dei migranti irregolari. Riguardo a entrambi gli aspetti, il ruolo di sostegno svolto da Frontex dovrebbe essere ulteriormente potenziato.

* MOVIMENTI SECONDARI: Per quanto concerne la situazione all’interno dell’Ue, questi movimenti rischiano di compromettere l’integrità del sistema europeo comune di asilo e di Schengen. Gli Stati membri dovrebbero adottare tutte le misure legislative e amministrative interne necessarie per contrastarli.

* SISTEMA DI ASILO: E’ necessario trovare un consenso sul regolamento Dublino per riformarlo sulla base di un equilibrio tra responsabilità e solidarietà.