Monti: “L’Italia preoccupa tutta Europa, dispiace per lo spread”

Pubblicato il 14 Marzo 2013 23:02 | Ultimo aggiornamento: 14 Marzo 2013 23:12

Mario Monti (foto Ansa)

BRUXELLES – Il caso Italia preoccupa tutta Europa, così come preoccupa lo spread anche se non siamo ad autunno 2011. Mario Monti per l’ultima volta si presenta in europa da Presidente del Consiglio e invita, tra le altre cose, a premiare chi fa riforme faticose e, per quanto riguarda l’Italia, usare ogni “margine” del Patto. Sono le posizioni di Mario Monti nella lettera consegnata ai 27 paesi della Ue prima del vertice.

Il ”caso italiano è stato molto seguito” dai leader ”interessa, impressiona e preoccupa tutto i governi” ha detto Monti dopo il vertice. Definendo l’Italia ”un caso in cui una politica economica per mettere un paese” in linea con la disciplina ”deve integrarsi con politica per la crescita”.

Questa incertezza politica ha avuto riflessi fortunatamente abbastanza limitati sullo spread anche se mi dispiace vederlo salito” dopo le elezioni, ma non si può comparare ”l’attuale incertezza politica da transizione con quella dell’autunno 2011: allora la finanza pubblica non era stabilizzata”.

Per Monti, quindi, i 27 devono individuare ”i mezzi per incoraggiare e ricompensare gli Stati membri che si impegnano ad attuare riforme difficili”.

L’Italia, sempre secondo l’ex premier, ”dovrebbe oggi poter utilizzare ogni possibile ulteriore margine” previsto dal patto di stabilità ”per attuare immediatamente un piano di sostegno alla creazione di posti di lavoro”.

Monti ricorda che l’Italia ”ha rigorosamente rispettato tutti gli impegni presi” e per questo dovrebbe ora poter sfruttare i margine di manovra disponibili per creare ”posti di lavori stabili e di migliore qualità alleggerendo il cuneo fiscale sui nuovi contratti a tempo indeterminato, favorendo l’apprendistato dei giovani e rafforzando i servizi per l’infanzia”.

”Forme di flessibilità controllata – sottolinea Monti – consentirebbero di accompagnare un programma credibile di risanamento dei conti pubblici con azioni a sostegno dell’economia”.