Napolitano: in Europa servono nuovi leader, ma non vedo morte imminente

Pubblicato il 4 Settembre 2010 9:35 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2010 13:07
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Giorgio Napolitano

Proseguire la politica di integrazione europea con la consapevolezza che di fronte alla crisi globale nessuno puo’ farcela da solo. E’ il messaggio che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha lanciato al work-shop Ambrosetti in collegamento dal Quirinale in teleconferenza. Per il quarto anno consecutivo il Capo dello Stato ha voluto intervenire all’appuntamento di settembre sul lago di Como per parlare di Europa, in un momento in cui sembra esserci la tentazione da parte di alcuni Paesi di fare da soli.

Non a caso Napolitano ha citato l’esempio della Germania: ”Soltanto parlando con la sua voce e portando avanti una politica estera e di sicurezza comune, e il Trattato di Lisbona finalmente entrato in vigore ce ne offre gli strumenti, l’Europa puo’ contare nella politica internazionale”. Nessun stato europeo, secondo il capo dello Stato ”neppure i piu’ ricchi e quelli con tradizioni persino imperiali” puo’ contare solo sulle proprie forze.

”Capisco – ha aggiunto – che si tratta di una verita’ sgradevole per alcuni o che sembra in questo momento contraddire gli sforzi che sta compiendo e i risultati che stanno raggiungendo alcuni Stati come, e’ inutile dirlo, la Germania”. Per Napolitano e’ decisivo rilanciare un messaggio di fiducia verso la costruzione dell’Europa: ”Io non vedo pericolo di morte imminente, ma un difetto di visione e di coraggio”.

Il presidente della Repubblica ha infatti sotttolineato come gli squilibri che si sono verificati, con andamenti divergenti non solo delle politiche di bilancio ma anche delle politiche economiche nazionali, ”sono la conseguenza del fatto che troppe leadership nazionali hanno resistito, nell’ultimo decennio, ad un effettivo, stringente coordinamento a livello europeo”.

Lui, che si e’ dichiarato ”un credente nell’Europa” si e’ augurato a questo proposito la nascita di una nuova generazione di leader europei: ”Potra’ nascere – ha osservato – lo credo e lo spero. Ma non succedera’ per miracolo, bensi’ attraverso una vasta mobilitazione della societa’ civile e della societa’ politica, un impulso di opinione pubblica informata e competente”.

Se l’Europa vuole essere protagonista, secondo Napolitano, deve ”rinnovare il patto di stabilita’ e di crescita” e bloccare ”l’aggravarsi del debito pubblico e del debito sovrano degli Stati, compiendo nello stesso tempo ogni sforzo per promuovere lo sviluppo dell’economia europea, evitando rischi di deflazione, contribuendo al rilancio dell’economia mondiale in una fase ancora incerta”.

A questo proposito l’agenda politica da’ indicazioni precise: ”Dare il via – ha spiegato – entro la fine dell’anno ad un preciso piano nazionale di riforme” e una nuova politica industriale per la quale ”dovrebbe prepararsi anche l’Italia”. Una maggiore unita’ a livello europeo e’ necessaria perche’ ritardi ci sono stati anche nell’affrontare la crisi greca: ”Va dato merito – ha spiegato Napolitano – alle istituzioni e ai governi e alla Banca Centrale Europea intervenuta con particolare coraggio al Fondo Monetario Internazionale. Si e’ dunque incominciato a lavorare su un’ agenda gia’ sufficientemente definita per rafforzare il sistema che ha dimostrato gravi falle”.