No Minareti: preoccupazione in Vaticano e Ue

Pubblicato il 30 Novembre 2009 13:23 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2009 13:24
 Antonio Maria Vegliò

Antonio Maria Vegliò

Il Vaticano e la Ue  esprimono preoccupazione per il risultato elettorale del referendum svizzero che domenica 29 ha detto sì alla proibizione di costruire nuovi minareti.

Dopo le reazioni a caldo dei vescovi elvetici è arrivata anche la reazione di del presidente del Pontificio consiglio dei migranti, monsignor Antonio Maria Vegliò: «Noi cristiani non possiamo accettare una logica di esclusione. Essere amici per noi non è un optional, se uno vuol essere un cattolico, deve essere aperto agli altri, non naif, certo, qualche volta bisogna anche saper tirare fuori le unghie, ma senza far troppo del male».

Tre giorni prima del voto svizzero  Monsignor Vegliò aveva criticato aspramente il referendum: «Non vedo come si possa impedire la libertà religiosa di una minoranza, o a un gruppo di persone di avere la propria chiesa».

Reagisce esprimendo preoccupazione anche l’Europa: per Lluis Maria de Puig, presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, «se da un lato questa decisione riflette le paure della popolazione svizzera e dell’Europa, nei confronti del fondamentalismo islamico, dall’altra è molto probabile che incoraggi sentimenti di esclusione e approfondisca le spaccature all’interno della nostra società».

I risultati del voto, conclude il presidente dell’Assemblea parlamentare, «sono contrari ai valori di tolleranza, dialogo e rispetto per chi professa un altro credo, valori da sempre sostenuti con forza dal Consiglio d’Europa, che come istituzione aiuta i propri Stati membri a far fronte alle sfide che emergono dalle diversità all’interno delle società europee».