Nomine Ue. “Troppo amica di Putin”: veto da Est su Federica Mogherini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Luglio 2014 11:15 | Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2014 11:31
Nomine Ue. "Troppo amica di Putin": veto da Est su Federica Mogherini

Nomine Ue. “Troppo amica di Putin”: veto da Est su Federica Mogherini

ROMA –  Nomine Ue. “Troppo amica di Putin”: veto da Est su Federica Mogherini. Dop D’Alema e Frattini rischiamo un altro caso di self delusion all’italiana con Federica Mogherini, attuale ministro italiano e già trattato come prossimo Mr Pesc (il ministro degli esteri europeo) e che invece potrebbe rappresentare l’ennesima illusoria candidatura certa. Un gruppo di Paesi dell’est Europa sta facendo un tentativo dell’ultima ora per impedire che la poltrona di Alto rappresentante Ue sia assegnata all’Italia, biasimando Roma per non aver preso una posizione abbastanza dura nei confronti della Russia. La campagna contro la nomina del ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini viene condotta da Lettonia, Estonia, Lituania e Polonia, forti sostenitori di sanzioni dure contro il Cremlino.

E’ quanto si legge in un articolo pubblicato lunedì dal Financial Times, che cita fonti della diplomazia Ue. Questo tentativo ha il tacito sostegno di altri Paesi che hanno ribadito la linea delle sanzioni dure, dopo che il ministro Mogherini la settimana scorsa ha invitato Putin ad un summit a Milano. Se la nomina del capo della Farnesina al Pesc venisse bloccata, è possibile che anche quelle del polacco Radoslaw Sikorski e dello svedese Carl Bildt, fautori della linea dura contro Mosca, sia scartata, ed il consenso potrebbe convergere sulla bulgara Kristalina Georgieva, commissario uscente agli aiuti umanitari ed ex esponente della Banca mondiale.

Le gocce che hanno fatto traboccare il vaso, dicono qui, sono state due: la visita di Federica Mogherini al Cremlino, anche a nome della presidenza italiana della Ue, dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov; e le dichiarazioni esultanti filtrate subito dopo dalle fonti governative di Mosca: «Il gasdotto South Stream si farà». In due anni, passando dal fondo del Mar Nero a Vienna, con il pieno appoggio politico del governo italiano e con quello tecnico dell’Eni. Anche se l’Ue aveva, ha, bloccato in Bulgaria il capolavoro di Vladimir Putin, considerato uno stratagemma per affamare l’Ucraina e per controllare metà dell’Europa. (Luigi Offreddu, Corriere della Sera)