Rehn: “Lo scudo anti-spread non è un’aspirina”

Pubblicato il 5 Luglio 2012 9:40 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2012 9:42

ROMA – “Mai pensato che lo scudo anti-spread fosse un’aspirina”, così il vicepresidente della Commissione Europea e commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, in un’intervista al Corriere della Sera si è detto favorevole alla misura ma “a certe condizioni”.

”Perché lo ‘scudo’ possa entrare in funzione – spiega – ci vorrà la richiesta da parte dello Stato interessato, poi un’analisi e una raccomandazione da parte della Banca centrale europea, e altre condizioni ancora”. Alla fine, precisa, sull’uso dello scudo decideranno “tutti i Paesi dell’Eurozona, all’unanimità”, ”a meno che una particolare emergenza metta in pericolo la stabilita’ dell’Eurozona: in quel caso, si decide a maggioranza qualificata”.

Olli Rehn nutre fiducia nell’esecutivo di Mario Monti: “Il suo governo ha ora intrapreso delle riforme fiscali e strutturali assai coraggiose, sostanziali. E’ molto importante mantenerle nel loro corso. E mantenere l’Italia fuori da acque tempestose. L’Europa sta con l’Italia”.

”L’Italia – prosegue – deve raggiungere nel 2013 un bilancio strutturalmente in equilibrio, approvato dall’Ecofin. Dunque deve continuare nel suo percorso di consolidamento dello stesso bilancio. Mi creda, c’e’ qualcos’altro che sta ostacolando il welfare, il benessere, degli italiani: ed e’ il gran peso del debito pubblico. E per questo che soffre l’Italia”.

Sulla possibilità per lo Stato di pagare il suo debito verso le imprese in titoli pubblici il commissario Ue spiega che Bruxelles e’ disponibile ad ”esaminare una soluzione che sia in linea con le leggi europee. E naturalmente – aggiunge -, per le piccole e medie imprese sara’ importante la direttiva Ue sui ritardi nei pagamenti, che il commissario all’industria Antonio Tajani presentera’ nel marzo 2013”.