Parigi e Roma alleate: torna in Italia il nucleare

Pubblicato il 24 Febbraio 2009 15:32 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2009 15:32

Con l’aiuto della Francia l’ Italia torna dopo più di venti anni nel club nucleare. Quattro centrali cosiddette di terza generazione saranno costruite e messe in funzione sul territorio nazionale, la prima dovrebbe essere operativa entro il 2020. A regime le quattro centrali dovranno fornire circa un quarto del fabbisogno energetico. L’accordo ufficiale è stato siglato tra Berlusconi e Sarkozy. Era il 1986 quando, dopo lo choc di Chernobyl, l’opinione pubblica italiana si orientò a larga maggioranza verso il rifiuto dell’energia nucleare considerandola un pericolo. Dimenticando che tutto intorno ai nostri confini centrali nucleari sono sempre state operative e che quindi non si è mai stati davvero al riparo dal fall-out di un eventuale incidente. Pian piano il parere sfavorevole della pubblica opinione si è andato sgretolando e da qualche anno nei sondaggi una leggera maggioranza di cittadini si dichiara favorevole. A condizione però che la nuova centrale non sorga nei pressi di dove vive. Quindi la questione di dove saranno i siti nucleari resta aperta e non a caso nell’accordo siglato questi siti non ci sono. Ci sono comunque le condizioni economiche, sociali e anche di consenso perchè il governo inserisca il nucleare in una rosa di nuove fonti energetiche. Politicamente poi il bilancio in materia è positivo: il governo si mostra capace di decidere e di promuovere, o almeno smuovere in prospettiva, l’economia.