Perché la sentenza Murphy è la sentenza Bosman dei diritti tv

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Novembre 2013 18:37 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2013 18:37
Perché la sentenza Murphy è la sentenza Bosman dei diritti tv

Karen Murphy, la barista inglese potrebbe cambiare il mercato dei diritti tv in Europa (Ap-LaPresse)

BRUXELLES – La sentenza Murphy può diventare la sentenza Bosman per quanto riguarda la liberalizzazione dei diritti televisivi in Europa.

La vittoria alla Corte europea di giustizia della barista inglese Karen Murphy, che aveva contestato una multa affibbiatale perché nel suo bar faceva vedere le partite di calcio utilizzando una scheda greca (meno costosa di quella di Sky Uk), può avere gli stessi effetti che ebbe la sentenza a favore del calciatore belga Jean Marc Bosman, che liberalizzò gli spostamenti dei giocatori di nazionalità comunitaria da un Paese all’altro.

Libero decoder in libera Europa. Scrive Ivo Caizzi sul Corriere:

“L’obiettivo è il Mercato unico con una maggiore liberalizzazione dei diritti televisivi nei 28 Paesi dell’Ue, soprattutto per le partite di calcio, altri eventi sportivi, film e programmi musicali. La Commissione europea intende eliminare le restrizioni nazionali, generatrici di eccessivi costi e di esclusioni per centinaia di milioni di telespettatori europei. I servizi di quattro commissari, lo spagnolo Joaquín Almunia (Concorrenza), il francese Michel Barnier (Mercato interno), la olandese Neelie Kroes (Agenda digitale) e la cipriota Androulla Vassiliou (Cultura), stanno operando in questo senso, cercando di superare le resistenze di grandi operatori privati del settore. Il quotidiano Financial Times ha attribuito notevole peso, nello sviluppo di questa iniziativa, anche agli sviluppi di una indagine dell’Antitrust di Almunia sul rispetto della normativa Ue nelle limitazioni nazionali delle pay-tv sui diritti per partite di calcio e film. Le eventuali sanzioni possono arrivare al 10% del fatturato.

[…] Già è diventato possibile acquistare una card per ricevere programmi satellitari in qualsiasi Paese membro. Ulteriori miglioramenti per i consumatori sono in corso di valutazione.

Almunia ha fatto sapere al Corriere, tramite il suo portavoce Antoine Colombani, che dopo il verdetto degli euro-giudici nel 2011 «la Commissione ha condotto una investigazione di ricerca dei fatti per esaminare se gli accordi di licenza per i contenuti di premium pay-tv contenessero clausole di totale restrizione territoriale in grado di restringere la concorrenza, intralciare il completamento del Mercato unico e impedire ai consumatori l’accesso transnazionale ai contenuti sportivi e ai film». […] Queste iniziative di Bruxelles potrebbero risolvere alle comunità italiane all’estero l’antico problema dell’impossibilità di vedere le partite di calcio della nazionale azzurra trasmesse dalla Rai, che vengono criptate oltreconfine per un problema di costi e di limitazioni dei diritti fuori dall’Italia”.