Elezioni Polonia, sarà ballottaggio tra Komorowski e Jaroslaw Kaczynski

Pubblicato il 22 Giugno 2010 0:53 | Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2010 0:58

Bronislaw Komorowski

Servirà il ballottaggio per decidere chi governerà la Polonia. Non avendo raggiunto la maggioranza assoluta al primo turno delle presidenziali ieri in Polonia, il candidato del governo Bronislaw Komorowski, arrivato primo, dovrà vedersela  il 4 luglio  con lo sfidante dell’opposizione, Jaroslaw Kaczynski, gemello del defunto presidente Lech Kaczynski, morto nell’incidente aereo del 10 aprile in Russia.

Lo scarto fra i due è molto più esiguo di quanto previsto dai sondaggi: gli occhi sono quindi puntati ora sui voti del terzo candidato, il socialdemocratico Grzegorz Napieralski, leader del partito post comunista Sld (Alleanza della Sinistra Democratica), che potrebbe decidere di dirigerli sia verso l’uno che l’altro, e che infatti è corteggiato da entrambi.

I risultati definitivi hanno dato a Komorowski al 41,54% e a Kaczynski al 36,46%. Napiralski ha avuto il 13,68%. L’affluenza é stata del 54,94. Come condizione per concedere la sua ‘dote’ in voti, Napiralski ha posto alcuni paletti ed è pronto a concedersi al migliore offerente: firma della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, ritiro dall’ Afghanistan e salario minimo.

Una vittoria di Komorowski (58 anni), dello stesso partito liberal conservatore del premier Donald Tusk, Piattaforma Civica (Po), significherebbe la fine della situazione di stallo in cui si trovava la Polonia con Lech Kaczynski. L’ex presidente, del partito di opposizione di destra Diritto e Giustizia (Pis), poneva infatti il veto a tutte le leggi che non gli andavano giù, tenendo in scacco Tusk. Con presidenza e governo dello stesso colore, si eviterebbero conflitti istituzionali ai vertici che legavano le mani al premier, il quale potrebbe invece portare avanti tutti i progetti di legge e le riforme annunciate. Non a caso Tusk non ha fatto che sottolineare l’importanza di queste elezioni.

L’obbiettivo di Jaroslaw Kaczynski (61), leader del Pis, falco, tradizionalista, cattolico e euroscettico è portare a termine la missione del presidente gemello, la cui morte lo ha devastato personalmente, per una Polonia forte, al primo posto, e sicuramente davanti all’Europa. Il fatto che al voto, al netto anche del fattore emotivo per la morte di Lech, sia andato molto meglio delle aspettative, prova che il suo modello non è affatto obsoleto e trova molti sostenitori nella cattolicissima Polonia.

Per l’Europa e i mercati una vittoria di Komorowski sarebbe preferibile, per gran parte dell’ elettorato rurale e tradizionale no. Komorowski, presidente del Parlamento, ha una visione più europeista della Polonia, orientata a un ancoraggio nell’Ue e a buoni rapporti con i due grandi vicini, Germania e Russia. Kaczynski invece, anche se nella campagna ha ammorbidito la sua immagine di falco, incarna una vecchia tipologia di politico polacco, traumatizzata dalla guerra, ed è allergico a entrambe. Con lui, forse ancora di più che con Lech, continuerebbe la politica di veti e paralisi fra presidenza e esecutivo.