Porti chiusi gran consenso. Stop Ong taxi. Solo navi italiane più indietro. Così…affogano?

di Riccardo Galli
Pubblicato il 18 giugno 2018 10:12 | Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2018 10:12
Porti chiusi gran consenso. Stop Ong taxi. Solo navi italiane più indietro. Così...affogano? (foto Ansa)

Porti chiusi gran consenso. Stop Ong taxi. Solo navi italiane più indietro. Così…affogano? (foto Ansa)

ROMA – Porti chiusi gran consenso. Sondaggi d’opinione (ma basta ascoltare in strada) registrano approvazione di massa per porti chiusi alle navi cariche di migranti. Percentuali arie vengono fornite ma la dimensione è quella di circa il 70 per cento di favorevoli. Porti chiusi piace. E non solo all’elettorato leghista dove porti chiusi è plebiscito. Porti chiusi sfonda tra l’elettorato M5S, porti chiusi conquista un terzo dell’elettorato di sinistra.

Non è stata sottoposta [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] a sondaggio ma la probabilità che piaccia anche la seconda e conseguente mossa di Matteo Salvini ministro, plenipotenziario o quasi, è alta. La seconda e conseguente mossa, quella gemella e sorella di porti chiusi è lo stop alle navi Ong. Le navi delle Organizzazioni non governative cariche di migranti non dovranno attraccare mai più o quasi nei porti italiani.

La seconda mossa di Salvini, il blocco alle navi Ong, si basa su dati di fatto e su dati di ideologia. Entrambi reciprocamente si sostengono. L’ideologia salviniana è nota: l’invasione degli stranieri, lo snaturamento della società che ne consegue, la difesa delle radici e della identità. Insomma la cultura della terra e del sangue come appunto elemento identitario e della corruzione di una purezza al contatto con l’alterità.

I fatti sono meno noti, avvolti come sono da tonnellate di reciproca propaganda. I fatti sono che le navi delle Ong vanno effettivamente molto sotto costa della Libia. E così rendono certamente più facile ai gommoni e barcacce scaricare il carico a poche miglia dalla costa appunto. Scaricare il carico umano sulle navi Ong appunto. Non è probabilmente vero, comunque mai dimostrato nonostante in molti ci abbiano provato a dimostrarlo, che navi Ong e scafisti si danno di fatto appuntamento. E’ però certamente vero che il lavoro degli scafisti viene facilitato dalla quasi certezza di trovare lì, proprio vicino alla costa, una nave Ong cui mollare i migranti.

Con tutta probabilità è propaganda ostile e infondata accusare le Organizzazioni non governative di fare soldi e affari con i migranti. E’ però sostanzialmente corretta l’accusa di svolgere una sorta di servizio taxi per i migranti portati appunto alla stazione taxi in mare dagli scafisti.

Dunque Salvini l’ha pensata così: impedisco alle navi Ong di attraccare e sbarcare nei porti italiani. Ne fermo una , poi altre due, poi e sempre il più che posso. Ma neanche Salvini che è Salvini può fare delle coste e dei porti italiani un muro invalicabile e presidiato da armati. Non si può (e si spera non sia necessario spiegare perché non si può) impedire a chiunque di soccorrere in mare e quindi condurre in porto chi è stato soccorso. Non si può chiudersi nella “fortezza Europa” e fregarsene di quel che accade nel tratto di mare tra Libia ed Italia.

Quindi Salvini l’ha pensata così: niente navi Ong, però a soccorrere in mare ci pensano le navi italiane (domani magari europee coordinate dall’Italia). Navi italiane che soccorrono e raccolgono in mare migranti, però molte miglia più in là. Più in là, più indietro rispetto alla Libia e rispetto alla linea che occupano le navi Ong. Più indietro, più vicino all’Italia le navi che soccorrono, molto più vicino all’Italia. E molte più miglia da percorrere in mare da gommoni e barcacce.

Così…così cosa? Così gli scafisti tornano ad usare le navi madri come facevano una volta, le navi che poi arrivate vicino all’Italia scaricano gommoni e barcacce? Così gli scafisti rinunciano perché il viaggio dei migranti in mare diventa troppo lungo e pericoloso? Così migranti si imbarcano di meno perché aumentano i rischi? Così…affogano?

Sì, certo: porti chiusi gran consenso. E folle, politicamente folle, chi non comprende cosa questo significhi e continua a inventarsi un popolo dell’accoglienza che non esiste. Sì, certo le navi Ong facevano e fanno da taxi (non da complici). Ma tenere la linea di soccorso a ridosso delle acque territoriali italiane non è poi questa gran trovata. Si faceva anche prima e si è cambiato perché i migranti arrivavano molto più di quanto non arrivino ora e per di più ne affogavano molti più di adesso.

Ed ecco allora l’altra grande misura, idea, progetto. Mica solo di Salvini, stavolta europea. Si pronuncia hot spot in Africa. Vuol dire che si fanno dei campi raccolta di migranti e si fanno in Africa, per meglio dire come dice la definizione ufficiale “nei paesi di origine e/o transito”. In questi campi hot spot il migrante va, chiede asilo politico o status rifugiato o fa domanda in quanto migrante economico, aspetta risposta e documenti dai paesi europei. In caso di risposta affermativa ottiene permesso e parte legalmente per l’Europa. In caso di risposta negativa se ne torna a casa sua. Nel frattempo nel campo hot spot è stato assistito, nutrito, rispettato. Insomma non un albergo ma un campeggio, magari lungo ma un campeggio con ospedale, mensa, sala giochi, palestra, ufficio postale, rappresentanze consolari…

Questa l’idea cui sta lavorando l’Europa stufa di accogliere migranti. Idea che ha la solidità del cono gelato al sole di agosto. Hot spot nei paesi di origine? Cioè campi sicuri e che rispettano legalità e diritti umani in paesi dai quali si fugge perché ci si scanna e perché non c’è legge? Hot spot nei paesi di transito? Cioè ad esempio in Libia. Affidati a chi? Ai libici? Il che almeno in quota parte è come dire affidati agli scafisti.

E i moltissimi soldi che occorrono, ammesso che gli Stati europei decidano di sborsarli, in mano a chi? Ai governi dei paesi africani coinvolti, ai gruppi che detengono il potere nei territori, alle tribù e clan? Oppure in mano ad una sorta di corpo di spedizione sanitario, sociale, diplomatico, burocratico europeo che accoglie, inquadra, smista i migranti in terra d’Africa? Corpo di spedizione che andrebbe protetto, e quindi militari europei laggiù. E i paesi africani ce lo farebbero fare, ci darebbero il permesso? A quanto lo venderebbero il permesso ad una “legazione” europea sul loro territorio?

Spostare la frontiera europea in Africa è una bella pensata se uno pensa agli elettorati e alle società europee: migranti arrivano solo quelli buoni e legali, migranti in porto e in strada non si vedono più, tutto è spostato lontano dagli occhi. Ma mettere la frontiera europea in Africa vuol dire prendersi in Africa una mini colonia e gestirla. Con possibili infiniti guai se non lutti.

Porti chiusi grande consenso, campi migranti in Africa grande miraggio. Ed Europa che sotto la pressione migratoria sviluppa anticorpi fascisti, ad ogni sbarco di migranti europa che imbarca acidi e veleni che corrodono e intossicano la democrazia. Così stanno le cose, qui e adesso. Possono migliorare, certo. Possono peggiorare, non è da escludere.