Presidenziali Francesi: quale sarà il ruolo di Strauss-Kahn?

Pubblicato il 15 Novembre 2010 10:23 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2010 10:24

In Francia il momento culminante della politica sono le elezioni presidenziali, quando il popolo francese sceglie l’uomo nelle mani del quali si concentrerà per cinque anni il potere escutivo. Intorno a quella data elettorale si fanno e si disfano le carriere politiche, intorno a quelle data si scelgono, con anticipo di anni, strategie e alleati, sostegni e nemici.

Normale dunque che le elezioni del 2012 siano, ormai da molti mesi, al centro di voci più o meno trattenute, di dibattiti, prospettive, interrogazioni. Se tutti sanno che a destra c’è un solo candidato, ovvero l’attuale presidente Nicolas Sarkozy, a sinistra, dove il paesaggio è frammentato, tutti si domandano chi sarà la sfidante designato.

La questione più pressante riguarda la persona di Dominique Strauss-Kahn, influente membro del partito, attualmente al posto di presidente del Fondo Monetario Internazionale. Uomo colto, poliglotta, educato (ha un dottorato in economia, è stato per anni professore all’Institut d’Etudes Politiques di Parigi), buon oratore, Strauss-Kahn ha lo spessore intellettuale per ricoprire un ruolo pubblico. L’economista gode, e forse per i francesi non guasta, della fama di bon viveur, amante delle donne, del cibo e del vino.

Molti considerano DSK – la sigla con cui i giornalisti lo chiamano familiarmente – come lo sfidante più autorevole per battere la destra e, secondo gli istituti di sondaggi, se le presidenziali si tenessero oggi Sarkozy non avrebbe speranza contro di lui.

Fino ad oggi, malgrado le attese, l’economista non ha svelato le sue intenzioni, trincerandosi dietro la riservatezza che il suo ruolo internazionale gli impone. Solo due fattori sembrano indicare un possibile coinvolgimento, il primo famigliare-mediatico, il secondo estetico.

L’uomo politico è uomo pubblico e il fattore estetico è importante. Le indiscrezioni secondo le quali DSK si sarebbe messa a dieta, potrebbero indicare la sua preparazione all’estenuante campagna pubblica che ogni elezione presidenziale impone.

Anna Sinclair, sposa di Strauss-Kahn, ha di recente partecipato ad una popolare emissione. Dallo studio televisivo ha così potuto rispondere alle domande che le sono stare rivolte; prima tra tutti quella sull’eventuale partecipazione del marito alle primarie socialiste. La risposta è stata lapidaria e istruttiva: «Dominique lo dirà, quando ne avrà voglia». Un modo di non aggiungere nulla a quanto si sapeva già, e di sottolineare comunque che i socialisti dovranno fare i conti con Dominique.

Le elezioni presidenziali riservano sempre delle sorprese. Strauss-Kahn potrebbe decidere di non candidarsi alla guida della campagna socialista o potrebbe non convincere i tesserati socialisti nelle primarie (come nel 2007, quando perse contro Segolène Royale). I malumori contro la figura di DSK, all’interno del PS, sono estremamente visibili. Considerato un uomo della destra del partito, troppo liberale in economia e pro-israeliano in politica estera, Strauss-Kahn potrebbe non riuscire a passare le strettoie del partito, prima ancora di potersi confrontare con il presidente Sarkozy.