La “prigione dorata” di Strauss-Kahn imbarazza la sinistra francese

Pubblicato il 28 Maggio 2011 16:04 | Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2011 16:17

Dominique Strauss-Kahn (foto LaPresse)

NEW YORK – La storia di Dominique Strauss-Kahn, e il suo “carcere d’oro” da 50 mila dollari al mese, imbarazzano la sinistra frnacese.

L’ex-direttore generale del Fondo monetario internazionale accusato di stupro a New York, dopo essere stato rifiutato dai condomini di un appartamento di lusso, sconterà gli arresti domiciliari in un super-appartamento di Manhattan.

Ora, anche a causa della consistente cauzione da sei milioni di dollari pagata per ottenere il privilegio dei domiciliari in attesa del processo, i suoi compagni del Partito socialista francese prendono le distanze da colui che solo fino a pochi giorni fa era il loro asso nella manica per le presidenziali del 2012.

“La vita di DSK non è più quella del Partito socialista”. “Capisco che tutto questo possa scioccare milioni di francesi – ha detto il portavoce del Ps, Benoit Hamon, riferendosi alla nuova abitazione di Dsk – E’ vero che affitti del genere sono troppo costosi per tutti noi, per i francesi”.

Secondo Hamon non è un segreto che Strauss-Kahn sia ricco, ma la sua vita non è più quella del Ps: “Sia le migliaia di dollari per tentare di screditare la presunta vittima, sia la prigione privata residenziale di DSK, non fanno parte dei valori socialisti”, ha avvertito il deputato Arnaud Montebourg, segretario nazionale del Ps, che ha duramente criticato “la privatizzazione della pena” del suo compagno di partito.

“Chi ha i soldi può sfuggire alla prigione di Rikers Island – ha commentato Montebourg – mentre chi non li ha tanto peggio per lui. Questo sistema è da condannare”.

Sotto accusa è anche l’immagine ‘bling-bling’ di Strauss-Kahn, che lo accomuna al presidente Nicolas Sarkozy: la sua passione per il lusso, dalla Porsche agli abiti firmati, e le sue numerose residenze nei quartieri più chic a Washington, Parigi e Marrakesh. “Il caso DSK è un lento veleno per la sinistra”, ha commentato Jerome Sainte-Marie, direttore degli studi politici dell’istituto di sondaggi Csa.

Il suo rapporto con i soldi, nota Sainte-Marie, potrebbe allontanare una parte dei simpatizzanti delle classi più povere. “Tuttavia ciò che più sciocca i francesi di sinistra non sono tanto le condizioni di detenzione dell’ex direttore del Fmi, né le sue disponibilità finanziarie , ma lo scarto tra la sua posizione e quella della vittima”, una cameriera dell’albergo Sofitel di New York. “Storicamente – continua Sainte-Marie – la ‘gauche’ ha sempre denunciato ‘la giustizia di classè e in questo caso sembrerebbe che Strauss-Kahn non debba essere giudicato come uno qualunque”.

“Ecco perché i socialisti vogliono a tutti costi prendere le distanze da Dsk” – ha concluso il direttore dell’istituto Csa. Le conseguenze politiche dell”affaire’ non si sono ancora fatte sentire nel partito e Jean Marc Ayrault, presidente del Ps all’Assemblea nazionale, vuole credere che “i francesi non si faranno influenzare da questo”: l’85 per cento di loro infatti non ha cambiato idea sull’immagine del Ps secondo uno studio del settimanale Le Point.

Anche gli ultimi sondaggi danno ancora il Ps favorito su Sarkozy. I due candidati che verranno contrapposti a Sarkozy dovrebbero essere Martine Aubry e Francois Hollande. Con loro due, si consola il Ps, la questione dei valori non si porrà di certo. Hollande è noto infatti per la sua preferenza a muoversi in scooter; la Aubry invece è nota per i suoi “tailleur anonimi”.