Putin avvisa Dmitry Muratov: “Il Nobel non è uno scudo”, l’accusa tanto è già pronta, “agente straniero”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Ottobre 2021 20:23 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2021 20:23
Putin Dmitry Muratov Nobel

Putin avvisa Dmitry Muratov: iol Nobel non è uno scudo (Ansa)

Putin avvisa Dmitry Muratov: “Il Nobel non è uno scudo”. Alla notizia che il direttore di Novaya Gazeta, Dmitry Muratov, era stato insignito del Nobel per la Pace, il Cremlino aveva reagito congratulandosi col reporter russo.

“E’ devoto ai suoi ideali, ha talento, ha coraggio”, aveva detto venerdì scorso il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, nonostante Novaya Gazeta sia una delle pochissime testate giornalistiche che in Russia osano ancora criticare il governo.

A neanche una settimana di distanza, Vladimir Putin ha però rilasciato delle dichiarazioni un po’ meno lusinghiere, che suonano come un avvertimento. Il Nobel non proteggerebbe Muratov dal poter essere bollato come “agente straniero” se dovesse trasgredire la legge.

“Se non viola la legge russa e se non dà ragione per essere dichiarato agente straniero, allora non lo sarà. Ma se si nasconderà dietro il premio Nobel come dietro a uno scudo per violare la legge russa, vuol dire che lo farà consapevolmente per attirare l’attenzione su di sé o per qualche altra ragione”, ha affermato Putin secondo Novaya Gazeta.

Aggiungendo che “indipendentemente da qualunque merito, ognuno deve chiaramente capire” che “bisogna rispettare le leggi russe”. Ma che significa essere agenti stranieri?

“Agente straniero”: il pretesto per tacitare chi si oppone al potere

Ormai da anni il governo russo affibbia questa etichetta a organizzazioni che ricevono fondi dall’estero e sono impegnate in non meglio precisate “attività politiche”.

Si tratta di una definizione piuttosto ampia e che secondo molti osservatori consente di fatto alle autorità di prendere di mira enti e individui ritenuti “scomodi”.

Il Nobel a Muratov (e alla giornalista filippina Maria Ressa) è arrivato in un momento storico in cui Mosca è accusata di aver inasprito la repressione contro opposizione e stampa indipendente.

Negli ultimi tempi diversi giornali e giornalisti sono stati inseriti nella lista nera degli agenti stranieri. E quindi obbligati a presentarsi ai loro lettori con questa etichetta infamante e a sottoporsi a un severo controllo amministrativo.

Persino nel giorno del Nobel a Muratov, il governo russo ha bollato come agenti stranieri altri nove giornalisti e altre tre società. Compresa quella di Bellingcat, una testata investigativa che nell’ultimo anno ha indagato anche sul caso Navalny.

E se pure Muratov finisse nel registro degli agenti stranieri? Intervistato da Meduza, il direttore di Novaya Gazeta ha risposto con ironia a questa domanda. Recitando l’avviso che scriverebbe se fosse costretto a presentarsi come agente straniero nei suoi articoli. “Questo messaggio è stato creato da un agente straniero premiato col Nobel per la Pace”.