Putin-Tsipras: Grecia pronta a diventare hub del gas russo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Aprile 2015 20:06 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2015 20:07
Putin-Tsipras: Grecia pronta a diventare hub del gas russo

Alexis Tsipras e Vladimir Putin (Foto Lapresse)

MOSCA – Il premier greco Alexis Tsipras rompe con Bruxelles e a Mosca da Vladimir Putin critica le sanzioni alla Federazione e apre la via che potrebbe portare la Grecia a diventare un hub del gas russo. 

Che il viaggio del capo di governo greco al Cremlino avesse implicazioni notevoli era cosa nota. Come era cosa nota che Putin avrebbe approfittato del pugno di ferro dell’Unione Europea con Atene per attirare questa nella sua orbita.

L’incontro di mercoledì 8 aprile tra Putin e Tsipras ha confermato le aspettative. I due leader hanno firmato una serie di documenti e poi hanno tenuto una conferenza stampa comune trasmessa in diretta tv.

Hanno parlato di Ucraina, con la critica di Tsipras alle sanzioni europee alla Russia. Hanno discusso di affari, con la richiesta di una maggiore cooperazione e l’addio all’embargo delle merci greche deciso da Mosca come ritorsione verso le sanzioni. Ma soprattutto sul tavolo c’era la questione energetica.

La Grecia, ha detto Tsipras, “è interessata alla realizzazione di un prolungamento della pipeline che porti il gas russo in Europa”, cioè il progetto di gasdotto che attraverserà la Turchia (Turkish Stream, ex South Stream). Ogni Stato membro, ha precisato in risposta alle accuse di chi sostiene che l’Unione Europea deve parlare con una sola voce, “ha diritto a firmare accordi bilaterali in campo energetico”.

Tsipras ha più volte sottolineato che la Grecia fa parte dell’Unione Europea ma è un Paese sovrano e quindi ha il diritto di tutelare i suoi interessi nazionali in linea “con il suo ruolo geopolitico di Paese mediterraneo e balcanico”.

Per quanto riguarda il nuovo legame energetico, Putin ha rincarato la dose, dicendo che “la Grecia può diventare un importante centro di distribuzione” grazie al gasdotto russo-turco che Mosca intende costruire con Ankara dopo la cancellazione del progetto South Stream. E ha annunciato possibili aiuti finanziari, sotto forma di partecipazione ad alcune privatizzazioni in Grecia.