Quote latte in Consiglio dei ministri, Galan: “Prepariamo una soluzione”

Pubblicato il 21 Ottobre 2010 20:14 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2010 20:47

Giancarlo Galan

La questione quote latte impegnerà domani il Consiglio dei Ministri. Il ministro dell’agricoltura Giancarlo Galan terrà una relazione illustrando i punti critici di una vicenda che, ha ribadito oggi a Torino ”ha tolto autorevolezza al nostro Paese”.

In questo momento Galan ha bisogno di autorevolezza da spendere sui tavoli di Bruxelles e negli incontri bilaterali che lo vedranno impegno nei prossimi mesi per la trattativa sulla nuova Pac (politica agricola comunitaria). Una negoziazione nella quale Roma parte ”da condizioni non svantaggiate ma difficili” e dove il ministro si è già detto ”indisponibile” a veder ridotta la quota nazionale di aiuti tanto più che ”L’Italia dà più di quello che riceve”.

La relazione preparata per il Cdm, non deluderà ”gli imprenditori che hanno rispettato la legge” ha promesso ieri Galan ai senatori della commissione agricoltura che lo incalzavano proprio sul ”rispetto della legalita”’ e gli ricordavano di essere arrivato a minacciare le dimissioni per tenere il punto. Con ogni probabilità il responsabile dell’Agricoltura proporrà una soluzione ”per superare – ha detto oggi a Torino – con il minor danno possibile per l’insieme dei produttori di latte, un problema davvero difficile”.

Ad ascoltarlo non ci sarà Giulio Tremont, impegnato al G20. I due non sono riusciti a incontrarsi nemmeno sabato 16 ottobre scorso al Forum di Coldiretti a Cernobbio.

Nel 2010 l’Italia per la prima volta è riuscita a non sforare la propria quota di produzione (dei 10,89 milioni di tonnellate di latte previsti ne sono stati prodotti 10,49) e l’Italia non dovrà pagare multe a Bruxelles. Resta però aperta la questione degli ‘splafonatori’ ”irriducibili”, si tratta di 563 aziende (poche rispetto alle 39.500 che hanno rispettato la legge, ma tante se si pensa che alla sanatoria prevista dalla legge Zaia aderirono poco più di un centinaio) che non hanno proprio voluto mettersi in regola, nemmeno con la sanatoria della legge Alemanno nel 2003.

Aziende che sono destinate alle procedure esecutive da parte di Equitalia e a favore delle quali si è spesa, di nuovo, la Lega e in particolare il presidente dell’Agea Dario Fruscio (nominato da Zaia) irritando non poco Galan. Da parte dell’opposizione il Pd, per voce del coordinatore del Forum Agricoltura Ernesto Carbone considera ”inconcepibile pensare a salvare dal fallimento 563 ‘truffatori’ che sono debitori con l’erario di 100 milioni. Ci auguriamo che questa vicenda venga domani affrontata in modo serio”.