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Referendum, Financial Times: “Peggio di Brexit per la sopravvivenza della Ue”

Referendum, Financial Times: "Peggio di Brexit per la sopravvivenza della Ue"

Referendum, Financial Times: “Peggio di Brexit per la sopravvivenza della Ue”

BRUXELLES – “La crisi italiana potrebbe costituire una minaccia ancora più grave” della Brexit “per la sopravvivenza dell’Unione europea“: lo scrive il commentatore del Financial Times Gideon Rachman in un articolo pubblicato sull’edizione online del quotidiano dal titolo “La minaccia dell’Italia per il futuro dell’Europa”.

“La Brexit e le dimissioni di Matteo Renzi fanno parte della stessa storia, scrive Rachman. Il progetto europeo è sotto una pressione senza precedenti. La decisione britannica di lasciare l’Unione europea è la prova più evidente, ma nella lunga distanza la crisi in corso in Italia potrebbe costituire una minaccia ancora più grave alla sopravvivenza dell’Unione europea”. Secondo Rachman è inoltre “possibile che Renzi sia uno degli ultimi premier italiani a rappresentare la tradizionale posizione pro-europeista del suo Paese”, con un riferimento alle posizioni del Movimento 5 stelle.

Secondo il Financial Times, che già si era espresso nei giorni scorsi a favore del Sì al referendum, il “populismo italiano potrebbe alla fine minacciare l’Unione europea in modo più profondo della Brexit” non solo perché l’Italia, a differenza del Regno Unito, è uno dei sei membri fondatori, ma anche perché è all’interno dell’eurozona. “Se la Brexit è una faccenda dolorosa e complicata, non minaccia però direttamente la sopravvivenza della moneta unica né rischia di provocare una crisi finanziaria”, scrive Rachman, affermando che, invece, “la catena di eventi avviata dalla sconfitta di Renzi nel referendum potrebbe portare ad entrambi”.

Il giornalista fa riferimento alla questione delle banche e al fatto che “le rinnovate preoccupazioni sulle dimensioni del debito dell’Italia possano spaventare gli investitori, facendo salire i tassi di interessi e minacciando la stessa solvenza dello stato italiano”. Secondo il Financial Times, inoltre, “sarebbe molto più difficile organizzare un bailout dell’Italia di quanto sia stato difficile “salvare” la Grecia, considerate le dimensioni della sua economia. Nel caso italiano, la quantità di denaro dovrebbe essere molto maggiore”.

“Anche se gli italiani riusciranno a mettere insieme un nuovo governo ed evitare la crisi della banche, il quadro più ampio è ancora cupo, continua Rachman. L’economia italiana è stagnante e il suo centro politico si sta disintegrando”, scrive il cronista, ricordando che nazionalisti e populisti sono in ascesa in altri Paesi europei e che a marzo, quando Londra ha promesso di presentare la notifica formale di Brexit, i leader dell’Unione europea si dovrebbero riunire proprio in Italia per festeggiare i 60 anni della firma dei Trattati di Roma. “Di questo passo, sarà più una veglia funebre che una festa”, conclude il giornalista.

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